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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Galeazzo - («alitai
Galeazzo Visconti, sposò nel ìaoo Ueatriva da ii-liuul* del marchese Obizzo, vedova di Nino Visconti (cfi. Ml'i; \t. Script xv, 348). È accennato Purg. vili, 73 e seg. C'ir. 1 ; j : a 'j nicl. IV.
Galeno, cfr. Galieno.
Galeotto, e Galeoto, da galea, basso gr. -,-a'/.v.y.. Colui che vogava, remava, o come che sia serviva, sulle galee, od anche sopra altre navi. Poeticam., per Colui che guida la nave, Nocchiero. Pilota; Inf. vili, 17. Purg. n, 27.
Galeotto, Galléhaud, nel Romanzo di Lancillotto nome del sensale di amori tra la regina Ginevra e Lancillotto del Lago, onde il suo nome è adoperato nel significato di Ruffiano; Inf. v, 137.
Galieno e Galeno, raXyjvóg, Claudio, celebre medico greco, nato verso il 131 dell'era volgare a Pergamo, figlio di Nicone, ricco e dotto architetto, che lo educò colla massima premura. Si dedicò prima allo studio della filosofia, poi della medicina. Venne nel 164 a Roma, dove salì in fama di profondo conoscitore delle scienze e della pratica medicali. Morì verso il 200, non è ben certo se a Roma o a Pergamo. Dettò un gran numero di opere (dicono circa 300) di materie filosofiche, e sopra tutto medicinali, molte delle quali furono distrutte da un incendio nel 191. Edizione pressoché completa delle opere rimaste, curata dal Kuehn, 20 vói., Lips., 1821-33; traduz. frane, del Daremberg, CEuvres anatomiques, physiologifties et plii-losophiques de CI. Gal., 2 voi., Par., 1854-56. Dante lo ricorda Inf. IV, 143. Conv. i, 8, 25. Mon. I, 13, 31.
Galigai, Galigajo (anche Caligari, e Caligari; il nome vale Pellicciajo), Famiglia nobile ghibellina del sesto di Porta San Piero a Firenze; Par. xvi, 101. Cfr. ViLL., v, 39. -« Rammentano gli antichi storici messer Alepro e messer Guido Galigai fatti cavalieri da Carlomagno; messer Cione, decorato del grado equestre da Arrigo I; Ugo di Albizzo che sedè console di Firenze nel 1188; e Latino, ch'era tra i Consiglieri del Potestà quando fu ratificata la pace con i Senesi nel 1201. Quando Firenze fu divisa dalle parti guelfa e ghibellina, anche questa famiglia si distinse in due campi; e se nel 1258 toccò ai Galigai ghibellini ad abbandonare Firenze, dopo due anni per altro fu forza di partire per l'esilio a quei che seguivano la bandiera dei guelfi. Ma finalmente fu per questi la vittoria; e nel famoso bando del 1268 vedonsi condannati come ribelli Latino, Pazzino, Gennaro, Cenni, Nepo, Bardo e Bencino di Belici; Neri, Lamberto e Gaio di messer Parigi. La pace del 1280 riaprì a questi esuli