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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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a. C. Moti, ii, 11, 36. Cfr. Liv., ix, 2, 7, 16 e seg. Cic. Off. ni, 30, Cato maj, 12.
Furi, Fuori, Fori, scambiato l'o in u; oppure sincope di Fuori; Purg. xix, 81, nel qual qual luogo il senso è : Le vostre destre sien sempre di fuori, all'esterno; cioè Camminate sempre a destra.
Furia, dal lat. furia, Perturbazione di mente, cagionata da ira o da altra passione, per la quale l'uomo si abbandona ad atti violenti, o disordinati, o anche semplicemente sconsigliati. 1. Per Impetuosa veemenza, Impeto furibondo, Furore; detto di assalitori, e di combattenti; Purg. xvm, 92. - 2. Al plur. Furie, per Atti veementi furiosi ; Inf. xxx, 22. - 3. Essere in furia, vale Essere pieno di furore, d'ira; Essere infuriato; Inf. xii, 27.
Furia, nome generico di Ciascuna di quelle tre deità infernali mitologiche, che i poeti fìnsero figlie dell'Acheronte e della Notte, e rappresentarono con serpi nelle chiome e con la mano armata di face e di flagello, come deputate a suscitare i mali e a punire i malvagi; Inf. ix, 38. Cfr. Erinni.
Furioso, dal lat. furiosus, Che è preso, Che è affetto, da furia; e per Agitato da furore; Pieno di furore, Furibondo; anche figuratam. Inf. via, 48.
Furo, voce latina; « Furo a furvo dictus, unde et fur, tene-brosos enim et occultos cuniculos effedit, » Isidor. xn, 2. Cfr. Diez, Gramm. i5, p. 24 e 32. Wòrt. i3, 192.- 1. Sost., Ladro, Ladrone; Inf. xxi, 45. - 2. Add., Ladro, Che invola, Che nasconde gli spiriti; Inf. xxvii, 127. Pare che questa voce fosse anticamente dell'uso, poiché gli antichi (Bambgl, An. Sei., Iae. Dani., Petr. Dant., Lan., Ott., Cass., Falso Bocc., Anon. Fior., ecc.) non si curano di darne veruna interpretazione. Benv., Buti, ecc. rimandano semplicemente al passo Inf. xxvi, 41 e seg., che infatti esclude ogni dubbio sul significato della voce.
Furore, dal lat. furor, Impeto smoderato predominante la ragione; Moto, ed anche Stato, di animo fortemente concitato e quasi sopraffatto da ira, o altro simile affetto, oppure da ferocia, onde l'uomo trascorre a violenze ed eccessi; Inf. xiv, 66. E per similitudine, detto di animali; Inf. xxi, 67.
Furto, dal lat. furtum: 1. Atto dell'impossessarsi d'una cosa mobile altrui, senza il consentimento del proprietario, per farne ucro ; Azione del furare, ossia del rubare; Conv. 1,12, 60; xi, 11, 50. -