Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (870/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (870/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   Fuori
   altro scrittore, Dante adopra questa prep. qualche centinajo di volte, quasi in ogni pagina. - 1. Nel signif. propr. Inf. i, 23; xix, 22; xxvm, 79. Purg. i, 17, 90; xxvii, 7, ecc. - 2. In locuz. figur. e figuratamente Par. xvn, 37; xxvii, 123. Conv. ni, 13, 37. - 3. Regge talvolta il suo termine anche direttamente; Cam. : « Donne, ch'avete intelletto d' amore, » v. 48. - 4. Reggente un nome di luogo, di paese, e simili, o di ciò che lo circoscrive, in relazione sia di stato, sia di moto, denota con più stretto significato lo spazio intorno all'ambito di esso luogo, o a' confini d'esso paese; Purg. v, 92. - 5. Regge un termine denotante le membra dell'uomo e dell'animale, e più spesso le mani, le branche, gli artigli, e simili, e serve ad indicare la relazione di svincolamento, liberazione, allontanamento da essi; anche in locuz. figur. Purg. ix, 3. - 6. Serve alla relazione di discostamento, deviazione e simili, da ciò che è indicato dal compimento retto da essa particella, così nel senso proprio, come nel figurato; Par. vili, 148. Conv. ni, 15, 116. - 7. Serve pure a significare il non essere, o non esser più, in una data condizione ; l'esserne lontano, ovvero l'esserne allontanato, dipartito, uscito, e simili; e in modo più assoluto, mancanza, privazione, di checchessia; nel qual significato corrisponde alla preposizione Senza; Par. i, 118. Conv. ìv, 2, 112. - 8. Serve alla relazione di diversità, contrarietà, opposizione, ed equivale a Diversamente da, Contro, Contrariamente a, ecc. Purg. xxr, 42. Par. xxm, 42. - 9. In fuori, reggente il suo compimento mediante la particella Da, vale lo stesso che fuori; Purg. in, 138.
   10. Fuori, in forza di Avverò, di luogo, uniscesi coi verbi così di stato come di moto, e vale In luogo esteriore, Esternamente, a ciò di che si parla; anche in locuz. figur. Inf. x, 72; xxii, 26; xxxiv, 63. Canz.: « Morte, poi eh' io non trovo a cui mi doglia, » v. 50. - 11. Nel medesimo senso, apposto, per maggiore evidenza e determinazione del concetto, a verbi che di per sè stessi denotano azione estrinseca ad una data cosa o luogo ; anche figuratam. Par. xxiv, 121. - 12. E per Fuori di un edifizio qualunque; e più genericamente In luogo non riparato, All'aperto; anche in locuz. figur. Inf. vili, 116; xxiv, 15.- 13. Riferito a persona, vale Nell'aspetto, Nella presenza; ed altresì Negli atti esterni; Purg. xxii, 12. -
   14. Fuori, usato a modo di Sost. retto dalla particella Di, e più specialmente con verbi di moto, vale in senso generico Luogo diverso da quello di cui si parla; Purg. xvn, 23. Par. v, 101. -.
   15. Fuori che, Fuor che, denota eccettuazione, limitazione, e simili, ed equivale a Salvochè, e simili; Inf. xiv, 43. Purg. li, 79; xxx, 138. - 16. Fuori di, vale lo stesso che Fuori che, Fuorché; Inf. vi, 38 (var.). Conv. in, 7, 40; IV, 7, 45. - 17. Di fuori, Di fuora, che scrivesi anche in modo congiunto Difuori, prepos. la quale si-