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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Fucina-Fuggi re
ciaio, col quale si batte la pietra focaia per trarne scintille e ii.li-fuoco all'esca: Acciarino; Inf. xiv, 39.
Fucina, da officina, di cui è forma alterata; Focolare, dove i fabbri scaldano, bollono, e rendon malleabile il ferro, por lavorarlo all'incudine o al maglio: e altresì Luogo dove i fabbri compiuti., questo lavoro; Inf. xiv, 56.
Fuga, dal lat. fuga: 1. L'atto del fuggire, Il partire subitaneo e precipitoso, ovvero presto e segreto, da un luogo, per paura o per sottrarsi a un pericolo, o a qualche grave danno; Purg. xm, 111'. -2. E per semplicemente L'atto dell'andar via, dell'allontanarsi, da un luogo in fretta; Il partirsi velocemente, Lo scappare ; Vurg. Ili, 1. - 3. Metter in fuga, riferito a sospiri, detto figuratam. e poeticam. per Far sospirare; Inf. xxx, 72. - Benv.: « A metter più li miei sospiri in fuga, idest rnea desideria magis longe a me, ut non valeam consequi quod opto. » - Buti : « A farmi sospirar più spesso. Il sospiro è esaltazione del cuore; lo cuore, quando ha alcuna tristizia per cosa eh'elli desidera e non la può avere, s'apre nel desiderio, e poi si chiude venendogli fallito: e così fa mettere fuori l'impeto del fiato, e però si chiama sospiro, ecc. »- Veli. : <- A metter più li miei desideri in disperazione, non veggendo forma di poterli conseguire. » - Barg.: « A farmi più sospirare, ricordandomi dell'abbondanza d'acqua di quel paese, ed ora non potendone avere un gocciolo solo. » - Dan.: « Cioè gli dà cagion di farlo molto più spesso sospirare. » - Lomb.: « A far più veementi i miei sospiri. »
Fugare, dal lat. fugare, Mettere in fuga, Far fuggire. F.d anche per Cacciare, Disperdere, Dissipare e simili, detto figuratam. Purg. xiv, 37. Par. xxvi, 77.
Fugato, dal lat. fugatus, detto figuratam. per Dissipato, Li-strutto; Conv. iv, 2, 103.
Fuggire, dal lat. fugere, Partirsi correndo, o con gran prestezza, da un luogo, per paura, o per sottrarsi a un pericolo imminente. Voce adoperata nella Div. Com. 17 volte, cioè 19 nell'W, 16 nel Purg. e 12 nei Par. - l.Nel signif. propr.Inf. i, 132; n, IH»; xxi, 26; xxm, 40. Purg. i, 41; vii, 105; xii, 58; xv, 21. Par. xxvin. 129, ecc. - 2. E detto di animali ; Inf. ix, 72. Purg. vm, 107. - 3. 1 figuratam. Inf. 1, 25. - 4. E con un compimento di luogo, retto dalle preposizioni A, Verso, In e simili, vale Recarsi o Volgersi, Fuggendo, al luogo indicato dal compimento; Purg. V, 79. - 5. Per scie