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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Fucile
di questo giovane, fosse in quantità di scope secche messe attorno lo palagio, e messovi entro in tale modo fuoco che elli ardesse la podestà e la sua famiglia, il giovane predetto e tutti gli altri prigioni e ancora quegli uffiziali che di notte albergavano nel palagio. Lo secondo die, udendo Vanni Fucci predetto di questo giovane, ed essendo nel contado di Firenze a monte Carelli, venneli pietà di lui, e mandò a dire per una femina al detto messer Francesco eh' elli li dovesse andare a parlare, con ciò sia eh' elli non potea andare a lui per lo bando, in lo quale elli era, eh' elli li darebbe via per la quale lo figliuolo scamperebbe. Udito questo costui incontanente montò a cavallo e fue lae. Vanni li disse: andate e fate prendere ser Vanni notaio, predetto, il quale sa tutta la vicenda. Tornò lo detto messer Francesco a Pistoia, e denunziò una mattina per tempo alla podestà lo predetto notaio. Incontanente lo mandò cercando, e trovossi ad uno sermone di frati predicatori, eli' era lo primo lunedì della quaresima. Menato costui al palagio, grande mormorio fu nelle persone sì di quelle eh' erano al sermone, come eziandìo di quelle che '1 vedeano menar via; e diceano: questa podestà non fa bene metter mano alle persone degne di fede, e di chi siamo ben certi che non hanno commesso questo furto. Menato lo ditto notaio al palagio, non si lasciò mettere a corda che incontanente manifestò tutto. Quelli eh' erano stati nella brigata, udito che il ditto notaio era preso, tutti scamparono fuori della terra. Contò lo detto notaio che più fiate tolse elli, solo ed accompagnato di suoi compagni, del predetto avere rubato, per volerlo portar fuori di Pistoia; quando erano vicini della porta della cittade a lor parea vedere la podestà con tutta la sua famiglia, e pareali che ogni uomo, lo quale passasse, fosse cercato ; sichè tornavano a casa, e mai non potero trarre dalla terra nulla. Saputo la podestà la veritade, liberò lo giovane, e contra lo notaio e li altri procedette come a lui parve di ragione. » - Ott. non fa che parafrasare ed ampliare i versi di Dante. - Petr. Dant. : « Vanni Fucci bastardus fuit filius domini Fucci de Lazaris de Pistorio, qui furto spoliavit ecclesiam cathedralem suaj terrse. »- Cass.: « Filius spurius d. fuccii de laczariis de pistorio qui furto spoliavit sacrestani ecclesie majoris de pistorio. » - Falso Bocc. ripete su per giù il racconto del Lan. Lo stesso fanno pure Benv., Buti, ecc. Nessuno degli antichi accenna alla curiosa tradizione dello schiaffo avuto da Dante per mano di Vanni Fucci, sulla quale cfr. P. Bacci, 1. c., p. 87 e seg.
Fucile, e poeticam. Focile, dal lat. barb. fusillus e fugil-lus, e questo dal lat. focus; frane, fusil: Piccolo strumento di ac-