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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

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   Fu e ci
   cidii commessi per lui, ed era persona da ogni mala conversa/i,mi. e con tutto eh elli era bandeggiato. stava eili nella terra ma di ».-greto, e di notte andava commettendo molti mali, tra li quali in una fiata che costui con una sua brigata <• con anche altra gente non di sua condizione circa XVIII eh'aveano cenato insieme, disseno di volere andare a mattinare a certe sue intendenze, e trovossi essere in questa brigata ser Vanni della Monna, lo più fallico notaio di boutade che avesse Pistoia. Andati costoro a mattinare a una donna del predetto notaio, che stava presso al Vescovado, cantando e sonando la brigata, Vanni Pucci si tolse due de'predetti compagni secretamente, che l'altra brigata non ne seppe nulla, furono al Vescovado, ruppeno le regie, poi ruppeno la porta della sacristia, e brevemente la spoglionno sì che nulla vi rimase. Tolte queste cose e aduttele alla brigata, palesonno questo fatto, e la brigata ancora mattinava; gli altri si smarrinno molto. I.o predetto Vanni disse; Fatto è, veggiamo via di portare via queste cose. Per ventura lo ditto notaio stava più presso, siche a casa sua furono portate le cose. La mattina per tempo li calonaci e ministri del Vescovado, veggiendo essere così rubata la loro sacristia, furono alla potestade e notificarono tale maleficio: la podestà fe' bandir per la terra, che chi sapesse di questa cosa, incontanente il palesasse sotto grande pena; nulla valse, siche giurò la podestà di volere a tutto trovare. Facea fare inchiesta alla città d' ogni persona che fosse di mala fama, quelli facea tormentare; tutti negavano: vero è che alcuni manifestaro altri maleficii per eh' erano giudicati a morte. Siche questa potestà volendo pure ottenere suo sacramento, investigava sì a minuto, che non passava settimana eh' elli non facesse morir da XX in suso: durò questa pestilenzia ben sei mesi. Or infine venne tra li altri all'orecchio della podestà che Rampino figliuolo di messer Francesco de'Foresi, gentile di Pistoia, era un giovane di mala condizione, siche di presente lo fece prendere e mettere alla corda. Costui non manifestava sicome persona che non n'avea colpa. Alla podestà era pur secretamente impulsato, che s'elli lo mettesse alla stretta, eh'elli troverebbe la verità. Lo padre e la madre del ditto giovane andavano facendo le preghiere per la terra a'gentili e a'possenti popolari per scampare suo figliuolo, piangendo e facendo croce che 1 suo figliuolo era innocente di quel peccato, e che non perisse senza colpa. La potestade indurata diè sentenza che s' elli non manifestasse la verità del ditto furto infra due die, che '1 terzo dovesse essere ap-picato per la gola. Udito lo padre tale sentenzia del suo figlinolo, ebbe consiglio con li suoi parenti che era da fare; infine delibe-ronno che la precedente notte del die, che si dovea fare lo giudizi..