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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   suo. E fatto poi artificiosamente il contratto delle sponsalizie, e andatane la donna a Rimino, non s'avvide prima dell'inganno, che essa vide la mattina seguente al dì delle nozze levare da lato a sè Gianni: di che si dee credere che ella vedendosi ingannata, sdegnasse, nè perciò rimovesse dall' animo suo 1' amore già postovi verso Polo. Col quale come ella poi si giugnesse, mai non udii dire, se non quello che l'autore ne scrive, il che possibile è così fosse. Ma io credo quello essere piuttosto Azione formata sopra quello che era possibile ad essere avvenuto, chè io non credo che l'autore sapesse che così fosse. E perseverando Polo e madonna Francesca in questa dimestichezza, ed essendo Gianni andato in alcuna terra vicina per podestà, quasi senza alcuno sospetto insieme cominciarono ad usare. Della qual cosa avvedutosi un singulare servidore di Gianni, andò a lui, e raccontògli ciò che della bisogna sapea, promettendogli, quando volesse, di fargliele toccare e vedere. Di che Gianni fieramente turbato, occultamente tornò a Rimino, e da questo cotale, avendo veduto Polo entrare nella camera di madonna Francesca, fu in quel punto menato all'uscio della camera, nella quale non potendo entrare, che serrata era dentro, chiamò di f'uora la donna, e diè di petto nell'uscio; perchè da madonna Francesca e da Polo conosciuto, credendo Polo, per fuggire subitamente per una cateratta, per la quale di quella camera si scendea in un'altra, o in tutto o in parte potere ricoprire il fallo suo; si gittò per quella cateratta, dicendo alla donna che gli andasse ad aprire. Ma non avvenne come avvisato avea, perciocché gittandosi giù, s' appiccò una falda d'un coretto, il quale egli avea indosso, ad un ferro, il quale ad un legno di quella cateratta era; perchè, avendo già la donna aperto a Gianni, credendosi ella per lo non esservi trovato Polo scusare, ed entrato Gianni dentro, incontanente s'accorse Polo esser ritenuto per la falda del coretto, e con uno stocco in mano correndo là per ucciderlo, e la donna accorgendosene, acciocché quello non avvenisse, corse oltre presta, e misesi in mezzo tra Polo e Gianni, il quale avea già alzato il braccio con lo stocco in mano, e tutto si gravava sopra il colpo ; avvenne quello che egli non avrebbe voluto, cioè che prima passò lo stocco il petto della donna, che egli aggiugnesse a Polo. Per lo quale accidente turbato Gianni, siccome colui che più che sè medesimo amava la donna, ritirato lo stocco, da capo ferì Polo, e ucciselo; e così amenduni lasciatigli morti, subitamente si partì, e tornossi all'uficio suo. Furono poi li due amanti con molte lacrime la mattina seguente seppelliti, e in una medesima sepoltura. » - Falso Bocc.: « Questi due ispiriti dichui laltore parla luno fu di paulo darimine fratello dilancilotto (sic! leggi Gianciotto) signior dirimini reo huomo. l'altro fu quello della