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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Fortezza-Fortificato
può comprendere dal gridar forte di questo nocchiere, il co>tuiu-degl'iracundi intorno al parlare, i quali non pare il'possali farse non impetuosamente e con romore. » - Benv.: « Scilicet l'hle^ias superbus. » - Buti: « Il nocchiek, cioè Elogia*, fokti gridò.-- -Cast.: « Perchè gridò forte? aveva forse egli Virgilio e Dante per sordi? 0 è a dire che dimostra la natura d'uno iracondo, e d'un-, che mal volentieri passava simile gente. » - linss..- * I'ortk oi:11»¦¦¦ è il magna voce tesiatur, che Virgilio dice di Flegias » (Magna testatur voce per umbras, Aen. vi, 619): « e forse vale a dinotar.' che gridò forte per farsi ben udire fra i dolorosi lai che uscivan . dalla città; o ad indicare che la voce dell'iracondo è per sè forte. « -13. Nel luogo Purg. xxi, 126 pare che la lezione genuina sia fui;/ come con molti ottimi codd. leggono Witte, Fanf., Ih. Il, Eiinl.-Giud., Gioberti, Andr., Moore, ecc. Altri (Veli, Fan., Sicca, Fosc., Mauro Ferr., Bennass., ecc.) leggono forze al plur. Altri forse (Cass., ecc.), e forsi (Buti, ecc.). Molti, con parecchi ottimi codd., forte. Cfr. Blanc, Versuch, n, 80 e seg. Bàrlow, Contri-bntions, 253 e seg. Com. Lips. il, 410 e seg.
Fortezza, Astratto di forte: 1. L'esser forte; Robustezza del corpo o delle membra; Gagliardia, Vigore, Forza, e simili; Conv. ìv, 19, 32. - 2. Usato in senso morale, denota Quella sicurtà o forza dell'animo, la quale fa che l'uomo per giusta e nobile causa affronti intrepidamente, ma senza audacia, i rischj, o assuma consideratamente e con fermezza imprese grandi e pericolose. Ed anche semplicemente per Valore, Coraggio; Inf. xxxiv, 21. Conv. ìv. 17. 22. - 3. E come Term. de'Teologi ; vale Uno dei sette doni dello Spirito Santo; ed è Quello pel quale siamo aiutati a mettere in esecuzione la volontà di Dio; Conv. ìv, 21, 83.
Fortezza, Term. di Architettura militare; dal lat. barb. for-tesa, fortesia, forteza, forteda, Fortificazione, che anche si disse fortia; voci e forme derivate tutte dall'adiett. lat. fortis. - 1. Per Qualsivoglia propugnacolo, costruito per difendere sè e tener lontani i nemici. Luogo fortificato, Ròcca, Cittadella, e simili : Inf. xvm, 14. -2. E per similit. Inf. ix, 128.
Fortificare, dal basso lat, fortificare, Rendere, Far divenire, forte, o più forte, vigoroso, robusto; Corroborare. E figuratam.. riferito a cose spirituali e morali; Conv. ili, 2, 43.
Fortificato, dal basso lat. fortificais : Reso, o Divenuto, forte, robusto, vigoroso; e per estensione, Reso, o Divenuto, termo, stabile. Usato anche figuratam. Conv. ìv, 1, 41; iv, 2, 91.