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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Forlivense< -Forma
ed ucciso Asdrubale. Questa città rimase soggetta all'Impero romano fino alla discesa dei Barbari in Italia. Governossi in seguito a repubblica e nel secolo XIII, per non essere costretta ad ubbidire a Federico II gli pagò seimila scudi d'oro. Nell'anno 1291 se ne impadronì Mainardo Pagani per cui molto sofferse nelle guerre di Mainardo coi Bolognesi e colla corte di Roma. Alla sua morte la città si divise in due fazioni dei Calboli e degli Orgogliosi, e dopo varia fortuna riesci ai Calboli di averne il dominio. Alla lor volta però furono soverchiati dagli Ordelaftì che si erano uniti con loro per cacciare gli Orgogliosi. Il primo degli Ordelaffi fu nominato capitano del popolo ed in seguito i suoi successori ne ebbero la signoria. Al principiare del secolo XIV i signori di Forlì dominavano anche sopra la città di Cesena e possedevano i castelli di Cesenatico e Brettinoro ed altre terre e villaggi di minore importanza; » Loria, 489. Questa città è nominata Inf. xvi, 99. Purg. xxiv, 32. E pure accennata senza nominarla espressamente Inf. xxvii, 43 e seg.
Forlivenses, Cittadini di Forlì. Il volgare dei Forlivesi è ripreso Vulg. FA. i, 14, 9 e seg.
Forma, dal lat. forma, Modo, Maniera, come una cosa è fatta esteriormente; Modo suo esteriore di essere: Figura con la quale le cose ci si offrono alla vista; e talora altresì L'immagine di esse percepita. Voce adoperata sovente da Dante, specialmente nel suo significato scolastico. Nella JDiv. Com. essa occorre 26 volte, 4 nel-Ylnf. (xxv, 101; xxvi, 78; xxvil, 73; xxx, 41), 10 nel Purg. (v, 28; vi, 54; ix, 58; x, 109; xvii, 19; xvm, 29, 49; xxv, 95, 99; xxix, 97) e 12 volte nel Par. (l, 104, 127; iv, 54; xvm. 111; xx, 23, 29; xxiv, 128; xxix, 22; xxx, 61; xxxr, 1, 52; xxxm, 91). 1. Nel signif. propr. Purg. xxv, 95, 99. Par. xxx, 61; xxxi, 52. Conv. in, 9, 52. - 2. E figuratam. Cam. : « Amor, tu vedi ben che questa donna, » v. 65 (var.). - 3. Riferito al corpo di persona o d'animale, per Fattezza di quello, Conformazione: ed anche Immagine, Figura; Purg. xxix, 97. -4. In più largo senso, e usato assolutam., prendesi per Aspetto, Sembianza, Faccia; e talvolta per la stessa Persona; Inf. xxx, 41. Purg. xvii, 19. - 5. Yale pure Maniera, Modo, Guisa; riferito, sia al fare una data azione od operazione, sia a una data condizione o stato, o qualità speciale, di cose; Inf. xxvi, 78. Purg. vi, 54; x, 109. -6. E per Qualità caratteristica di checchessia, Ciò che lo fa essere in un dato modo, ovvero la differenzia e distingue da altre cose; Conv. iv, 10, 37.- 7. E per Condizione, Stato; ed altresì Modo di diportarsi, Contegno, Tenor di vita, anche con tale compimento