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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Fiorenza *<>.;
   riano nei codd. e nelle ediz. La città di Firenze è nominata; Inf. \, IVI, 75; xxiv, 144; xxvi, 1; xxxn, 120. Purg. vi, 127; xx, 75. Pur. xv 97; xvi,84, 111, 146,149 ; xvn, 48; xxix, 103 ; xxxi,89. Cam. : « Amor', dacché convien pur ch'io mi doglia,» v. 77. Cam.: « 0 patria, degna di trionfai fama, » v. 50. Conv. r, 3, 16; n, 14, 129; iv, 20. 2!». Vulg. El. i, 6, 15, 19, 26; r, 13, 17; ir, 6, 35; ir, 12, 12. Si parla di Firenze, senza nominarla espressamente, o circonserivemlone il nome, Inf. vi, 49, 61 ; x, 26; xiii, 143; xv, 78; xvi, 9; xx in, 95. l'ur    L'origine di Firenze, come la storia dei suoi primi tempi, è inviluppata da foltissime tenebre. Secondo la leggenda creduta una volta storia (cfr. Par. xv, 125), Giulio Cesare, dopo avere distrutto Fiesole, edificò la città di Firenze sul luogo stesso, dove i soldati di Catilina avevano ucciso il console Fiorino e disfatto l'esercito romano. La nuova città fu costruita a similitudine di Roma, col Campidoglio, il Foro, il Teatro, le Terme, e fu perciò chiamata la piccola Roma (cfr. VlLL., i, 28). Nel quinto secolo dell'èra volgare la città, sempre secondo la leggenda, fu distrutta da 'Potila (che la leggenda chiama fl.agellum Dei, scambiandolo con Attila, il quale non venne mai a Firenze; cfr. Inf. xiii, 148 e seg. Vili,., ii, 1 e seg.), che fece poi riedificare la città di Fiesole. Firenze fu poi riedificata da Carlo Magno, questa volta a similitudine di Roma cristiana (cfr. Vill., ili, 1 e seg.). Storicamente può ritenersi quasi per certo che Firenze deve le prime sue origini alla etrusca Fiesole, i cui mercatanti incominciarono dal formare un emporio sull'Arno, là dove il Mugnone si congiunge con esso (cfr. Inf. xv, 61 e seg). « Così, a poco a poco, si costruirono capanne, che divennero case, le quali formarono poi una città rivale. Ma questo avvenne solo per opera dei Romani, ed il tempo preciso ne rimane oscuro. Non sembra però probabile che si possa rimontare a più di due secoli avanti Cristo» ( Vill ari). Nel 542 'Potila fece veramente porre l'assedio a Firenze, ma dovette richiamare i suoi e ritirarsi nel Senese. Più tardi i Goti s'impadronirono bensì di Firenze, ma non la distrussero. Nè la distrussero i Longobardi, che verso il 570 occuparono la Toscana; ma ai tempi loro fu distrutto il commercio di Firenze, i cui cittadini ricoverarono in non piccol numero a Fiesole, onde nella seconda meta del secolo Vili si parlava di Firenze come di un borgo di Fiesole. La città cominciò poi a rifiorire ai tempi di Carlo Magno, il quale nel 786 vi celebrò il Natale e difese pure i beni della chiesa fiorentina contro le aggressioni dei Longobardi, onde la leggenda lo didse il riedificatore di Firenze. Da quell'epoca in poi Firenze con-