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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Finestra-Finire
   pimento o adempimento medesimo; Inf. xi, 23. Vii. N xvm ¦'•> Conv. ili, 7, 29; in, 15, 77; iv, 12, 72. -4. K prr hdrndimrnlo' Disegno, detto di Dio; Conv. iv, 5, 73.- 5. l\r c.-t^isiun*, deli,, di cose, a significare Ciò a che ciascuna tende per natura, o secondo l'ordine naturale è rivolta; Ciò per cui è, si compie, avrmne,fatta, e simili; Conv. iv, 4, 36; iv, 6, 64.-6. E detto di animali, od esseri viventi, e in generale di qualsivoglia cosa creata, vai- Ci.', a cui ciascuno di essi è ordinato, indirizzato, e simili; l'urg. xx\ Un. Conv. IV, 6, 47, 76.- 7. Fine, nel linguaggio filosofico, int.-ndr>i Ciò che si cerca o si appetisce per sè stesso, e non per alti : ragione; Ciò che ha in sè la ragione ultima delle altrui operazioni o degli altrui desiderj. Onde le locuzioni Vero line, Ultimo fine, Proprio fine, e simili, usate a significare Quello clic realmente e degnamente corrisponda a siffatta disposizione dell'umana natura; Conv. IV, 6, 55. - 8. E ultimo fine prendesi altresì per Quello che in una serie coordinata di atti od operazioni è il principale ed a cui mirano gli speciali fini di ciascuno di tali atti od operazioni ; Conv. IV, 6, 43 e seg. - 9. E Fine, così da per sè, come con impeciali compimenti, e Ultimo fine, pure nel linguaggio dei Filosofi e dei Teologi, è detto Dio, come Termine supremo e naturale di tutti gli affetti ed atti dell'uomo; Par. I, 107; xxxm, 46.
   Finestra, dal lat. fenestra, Apertura che si fa nelle pareti esterne degli edifizj, a una certa altezza dal pavimento, e che serve a dar luce ed aria all'interno di essi; ed altresì, parlandosi specialmente di quelle delle abitazioni, per affacciatisi. - 1. Figuratam. e in locuz. figur. Conv. IV, 8, 65. - 2. Per Taglio grande, Squarcio, Apertura in generale, Foro, e simili. Figuratam, e poeticam. Inf. XIII, 102.
   Fingere, dal lat. fingere, usato per Rappresentare, Descrivere, e simili; Purg. xxxil, 69.
   Finire, dal lat. finire : 1. Condurre al debito termine. Compire, Terminare; Purg. V, 101. - 2. Riferito avita, giorni, o simili, vale Cessarne, Terminarne,il corso morendo, Toccarne con la morte la fine; Par. XIX, 132. - 3. E per Porre fine, Fare elio alcuna cosa cessi, l'ar terminare, cessare. Poeticam., riferito a condizione del soggetto la quale venga di per sè a cessare, che ad esso venga meno; l'ar. xxxm, 48. - 4. E riferito ad argomento, materia, tema, e simili, per Trattare compiutamente, Esaurire; Cam.: « Donne, ch'avete intelletto d'amore, » v. 3. - 5. E con proprietà latina, per Limitare. Terminare, Circoscrivere; ma non se ne trova esempio elio in f.Miipi composti; Conv. iv, 9, 13, 20. - 6. Neut. pass. Aver fine. Cessar di