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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   796
   Fine
   Par. xxv, 97. Conv. ìv, 29, 11.-4. E detto di un determinato tempo, stagione, o simili; ed anche assolutam. per un dato tempo; Par. vi, 38.-5. Per lo stesso Terminamento o Cessazione di checchessia; ed anche II venir meno; Il mancare; Conv. ìv, 28, 38. - 6. Detto di cosa materiale, significa Parte che non ne ha nè può averne altra dopo di sè, Parte ultima, Estremità ; Inf. xvn, 6. - 7. E per Punto al quale si perviene nell'adempimento o compimento di checchessia, Termine; Purg. ìv, 94. - 8. E per Modo come una cosa o fatto termina o si compie; Esito, Evento, Conclusione; Par. xxvn, 60. Conv. i, 10, 8. - 9. E per La cessazione della vita, Morte ; per lo più con relazione al modo o alle circostanze di questa; Purg. ìv, 132. Canz.: « Le dolci rime d'amor, ch'io solia, » v. 138. - 10. E per Confine, Termine; Conv. ili, 4, 78.- 11. Fine della terra, vale Le estreme parti di essa, od anche tutta quanta la sua estensione ; Inf. xxvn, 78. -12. Al fine, che più comunemente scrivesi congiunto Alfine, posto avverbialmente, vale Finalmente, Alla fine, e poeticam. anche All'ultimo, Da ultimo; Inf. v, 66. Par. xm, 138. - 13. Alla fine, posto avverbialmente, vale Finalmente; Conv. ni, 3, 45. - 14. Al fine, Alla fine, Nella fine, talvolta con qualche possessivo, vale In fine di vita, Quando uno è per morire, che oggi comunemente dicesi In fine; Purg. in, 137. - 15. Senza fine, posto avverbialmente, vale Infinitamente; Purg. xx, 12. Par. xvn, 112.- 16. E usato a modo di aggiunto, vale Infinito; Conv. ìv, 4, 89. - 17. Aver fine, vale Finire, Terminare, Cessare di essere, di avvenire, di farsi; Par. vii, 68. Conv. il, 15, 80. - 18. Per Aver confine, Aver termine, Essere finito; Par. xix, 51.- 19. Aver fine in checchessia, vale poeticam. Aver suo termine in quello, Avervi il proprio adempimento o compimento; Par. xxviii, 52. - 20. Andare, Venire, Riuscire, e simili, a fine buono, lieto, ovvero cattivo, triste, e simili, vale Finire bene, ornale: detto così di cosa o fatto, come anche di persona; Conv. Ili, 12, 56. -21. Porre, o Mettere, fine a checchessia, vale Finire, Cessare, di fare quella data cosa, o di essere in una data condizione; Inf. vi, 76. Purg. xviii, 1. Conv. ni, 15, 161. - 22. E per Far Cessare, Rimuovere; Par. xvi, 138. - 23. Venire a fine, tale quale è designato dal compimento, e detto di persona, vale Finir bene o male, Riuscire a bene o a male; Conv. ni, 12, 56.
   II. Fine, prendesi anche per ciò a che l'uomo operando intende, Quello a che un'azione è coi debiti mezzi rivolta o indirizzata; Scopo. E in tal senso usasi solamente nel gen. masc. - 1. Nel signif. propr. Par. xi, 42. - 2. Per similit. e poeticam., con relazione alla volontà di Dio, o alla divina Provvidenza; Inf. ix, 95. Par. vili, 104.-3. E per Ciò che in un'azione, od anche un atto intorno delle falcoltà nostre, ha suo termine, compimento, adempimento; ed altresì II com-