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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Fi'-Fiamma
   ìv, 72. Par. xxxi, 125. Conv. n, 15, 41, ed accenna a lui, cioè alla relativa favola, senza nominarlo, Purg.xx\x, 118 e seg. Par. xvn, 3.
   Fi', Abbreviazione di Figlio, frequente negli antichi (cfr. Nannuc., Nomi, 180) e dell'uso comune in alcuni dialetti settentrionali; Par. xi, 89.
   Fiaccare, dal lat. flaccus (cfr. però Diez, Wórt. i3, 176), Indebolire, Stancare, grandemente, Debilitare, Affievolire, in estremo grado. - 1. Poeticam. per semplicemente Rompere, Spezzare; Purg. vii, 75. - 2. E figuratam. Inf. xii, 15. - 3. Neut. pass., per Straccarsi estremamente, Consumarsi, Logorare, Esaurire le forze; Inf.
   vi, 54. - 4. In forma di Neut. Fiaccarsi, Rompersi, Spezzarsi; Inf.
   vii, 14.
   Fiala, dal lat. phiala, e questo dal gr. cpiocXv], propriam. Termine d'Archeologia, ed è una Specie di tazza o coppa, rotonda e di bocca assai larga; ma per estensione anche Vaso di forma consimile a quella d'una boccia, Caraffa, Guastada. In locuz. figur. Par. x, 88.
   Fialte, forma antica, per Efialte, lat. Ephialtes, gr. 'EcpiàXTY^, figlio di Nettuno e di Ifimedia moglie di Aloèo, fratello di Oto, chiamati ambedue gli Aloidi, giganti di grandezza smisurata, che più degli altri si mostrarono forti ed arditi nella guerra contro Giove; cfr. Hom. II. v, 385 e seg. Odys. xi, 304 e seg. Apollod. i, 6, 6; i, 7, 4 e seg. Diod. Sicul., ìv, 87. Pausan., ix, 29. Apollon. Rhod., i, 484. Hygin. Fab. 28. È nominato Inf. xxxi, 94, 108.
   Fiamma, dal lat. fiamma, Quel gas acceso, che si sprigiona da materia la quale per effetto del calore va scomponendosi, o è già scomposta, e che si leva più o meno alto in forma come di lingua, di cono, o simile. Voce adoperata nella Div. Com. 46 volte, cioè 17 nelVInf. (il, 93; Hi, 99; ix, 118; xiv,33; xvi, 11; xix,33; xxm,39; xxvi, 31, 38, 42, 58, 68, 76, 85 ; xxvii, 1, 63,131), 11 nel Purg. (xxi, 95 ; xxn, 12; xxv, 112, 124; xxvi, 8; xxvil, 7, 26; xxx, 33, 48; xxxi, 118; xxxii, 18) e 18 volte nel Par. (i, 34, 80; vii, 60; vili, 16; xii, 2; xiv, 52, 66; xvi, 29; xxi, 90; xxm, 119, 125; xxiv, 146; xxvi, 2; xxviii, 4, 37; xxx, 54; xxxi, 13, 129). Oltre al signif. proprio, che è il più frequente, la voce è adoperata da Dante nei sensi seguenti: 1. Per similit. Inf. ni, 99. - 2. In locuz. figur., e figuratam., con relazione a qualche viva o gagliarda commozione dell'animo; Purg. xxi, 95. Par. vii, 60 ; xxiv, 146. Conv. ni, 1, 5. - 3. E in particolare per Passione amorosa, Pena d' amore, e simili ; Purg. xxx, 48. - 4. E poe-