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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Festa-Feton
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Festa, dal lat. festa, plur. di festimi : 1. Celebrazione che co* solenne rito e cerimonia la Chiesa fa in memoria di qualche mistero o in commemorazione di qualche Santo, ovvero per solennizzare il giorno del Signore; Par. xvi, 120. - 2. i-I per Dimostra/ione di allegrezza, di gioia, di giubbilo; ed anche per Allegrezza, (iioia, Giubbilo, Tripudio; Purg. XXX, 65; Par. xii, 22; xiv, 37 : xx,84 : xxx, 94. - 3. E per Accoglienza molto lieta, ed altresì per Carezze, che si facciano altrui, per dimostrazione di gioia, di benevolenza e simili; Purg. xxvi, 33. Par. xv, 84. - 4. Far festa o le feste ad alcuno, vale Accoglierlo, Riceverlo, con dimostrazioni di allegrezza, di amore; Purg. vi, 81; xxix, 130. Par. xxi, 65.
Festante, Partic. pres. di festare, Che festa o festeggia, Che fa festa, Che si rallegra; Par. xxxi, 131.
Festinare, dal lat. festinare, Sollecitare, Affrettarsi, Avac-ciarsi, Muoversi rapidamente; Purg. xxxm, 90.
Festinato, dal lat. festinatus, Affrettato; Par. xxxn, 58, nel qual luogo Gente festinata, cioè venuta prima del naturai suo tempo alla vita eterna, sono detti i bambini morti avanti 1' età della ragione e fatti beati.
Festino, dal lat. festinus, Che si affretta, Sollecito; Par. ili, 61 ; vili, 23.
Festo, dal lat. Festus, Nome dell' uno dei proconsoli romani nella Giudea, dal cui tribunale l'Apostolo S. Paolo si vide costretto di appellare a Cesare; Act. Apostol. xxiv, 27-xxvi, 32. Cfr. Joseph. Antiq. xx, 8, 9. Bell. jud. Il, 14, 1. Ricordato a motivo dell' appellarsi di S. Paolo da lui a Cesare, Mon. ni, 13, 28.
Festuca, dal lat. festuca, Piccolissimo fuscello di paglia, canna, legno, o altra sì fatta cosa; Inf. xxxiv, 12.
Feto, dal lat. feetus, Animale già formato, che è nel ventre della femmina, Creatura nell'utero della donna; Purg. xxv, 68.
Feton e Fetonte, lat. Phaeton, gr. as9-u)v, Personaggio mitologico, figlio di Elios, ossia del Sole, e di Climene, volle guidare temerariamente i cavalli del Sole, onde fu fulminato e prt-cipato nell'Eridano. Vedine la favola Ovid. Metam. ir, 47-321. Cfr. Nonn. xxvill, 171 e seg. 307 e seg. Lucun. Dial. Deor. 25. Hygin. Fab. 152. DrODOR. Bibl. Hist. v, 23, 2. Tzez. Chilì\,m. Dante lo nomina, accennando alla nota favola, Inf. xvii, 107. Purg.