Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (782/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (782/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   772
   vale Certo, Sicuro; Conv. ni, 7, 104; IV, 5, 132.- 6. Farsi fermo ad una cosa, vale Darsi, Dedicarsi, fermamente alla medesima; Par. xxi, 114. - 7. Star fermo, vale propriamente Non essere in movimento, Non muoversi, Non crollare, e simili; e detto di persona, animale, veicolo, e simili, vale Non muoversi dal luogo, dove è o sta; Inf. xxi, 77. Purg. ni, 71. Conv. in, 9, 46.- 8. Tener fermo checchessia, vale Non muoverlo, Non agitarlo; ed altresì Impedire che si muova, che corra, scorra, cada, si apra, e simili; Inf. vi, 24.-9. Tenere, Avere, e simili, per fermo, vale Tenere, Avere come cosa certa, indubitabile, Credere fermamente; Inf. xxix, 63.
   Fermo (pie) : Il passo Inf. i, 30: « Sì che il piè fermo sempre era il più basso, » è uno dei più controversi della Div. Com. Probabilmente Dante vuol descrivere la salita di un'erta. Or chi sale un'erta mette avanti l'un piede, quindi tira dietro l'altro sino all'altezza di quello, e così via, onde il piè fermo è infatti sempre il più basso. Altri si avvisano invece che il Poeta descriva piuttosto il camminare nel piano, nel qual caso avrebbe detto una cosa che s'intende veramente da sè. A. Buscaino Campo (Studi Danteschi, Trapani, 1894, p. 7 e seg., 188 e seg., 235 e seg.) intende fermo nel significato di destro, prende piaggia nel significato di Costa di monte alquanto repente, ed intende, avere il Poeta voluto « significare che il suo salire qui, come poi nel corrispondente monte del Purgatorio, fosse a diritta. » Ma di fermo per destro non si è ancor trovato verun altro esempio. G. Mazzoni (Alcune osservazioni sul Commento della Div. Com., Lugo, 1893, p. 6 e seg.) si avvisa « aver Dante voluto significare che prima di cominciare l'erta, cioè la salita aspra e ripida, salì, per alcuni passi, un pendìo dolce. » Invece tutti gli antichi, inquanto non tirano via da questo luogo, intendono di un camminare su per l'erta, tirando dietro il non fermo piede. Bambgì. : « Per queste parole è da ricogliere che sì come l'ultimo piede di colui che monta e quelo di sotto e se quelo che sempre si ferma e sopra quello si ferma e conserva l'essenza di cholui che va chosì per lumiltade la quale sempre china e bassa si mostra sì si conserva e stabiliscie stato di salute di cholui che lei possiede. » - An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., Cass., ecc., non danno veruna interpretazione. - Petr. Dant. allegorizza: « Hic est figura; nam sicut corpus humanum habet duos pedes, per quos vadit ad bonum vel malum, ita anima habet duos pedes, per quos bene vel male incedit, idest duos affectus.... Pes auctoris, idest affectio, in quo magis adhuc firmabatur, erat infimior, quod adhuc ad infima terrena relieta aliquantulum magis inclinabatur, quamquam supe-rior pes ad superiora ascenderet, et sic clausus ibat. » - Bocc.: