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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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1. Ferire, usato figuratam. e poeticam. per Dividere; Par. xxxii, 40.- 2. Per Percuotere, Battere, Colpire, ed anche Urtare; Purg. xxxii, 115. - 3. Yale pure Percuotere, Battere, Colpire, e propriamente con violenza; detto figuratam. di onde, vento, fuoco, e simili; Inf. ix, 69; xv, 39. Purg. xxviii, 8, 90.-4. E detto del sole, di luce, raggi, e simili, rispetto alle cose o alle persone che ne sono investite ; Purg. ìv, 57 ; xv, 7. Par. n, 33. - 5. Pure per Percuotere, Colpire, Fare impressione; riferito figuratam. ai sensi o loro organi, ed anche alla persona che mediante quelli riceve l'impressione; Inf. x, 69. Cam. : « Donne, eh' avete intelletto d'amore, » v. 53. - 6. Per Venire contro, Dare addosso, e simili, ad alcuno; e usato assolutam. Menar colpi, Combattere, od anche Dar l'assalto. In locuz. figur. Son. : « Col-1' altre donne mia vista gabbate, » v. 9. Conv. ìv, 9, 135. - 7. Per similit., detto di animale di rapina, per Piombare, Avventarsi : ed altresì Avventarsi sulla preda ; Purg. ix, 25. - 8. Per Terminare, Far capo a un dato luogo, e propriamente in dirittura; Riuscire, Battere : detto di linea, via, e simili ; e con maggiore efficacia, Andare a ferire; Inf. x, 135. - 9. E riferito a cose morali, vale Esser rivolto, inteso, diretto, Tendere; detto così di persona, come delle facoltà od atti dell'anima; Purg. xvi, 101. - 10. Per similit. Conv. ni, 14, 42.-11. Pure per Terminare, Far capo, Battere; detto di raggio visivo, sguardo, o simili; Inf. xvill, 75.-12. Ferir tornea-mento, maniera propria del linguaggio romanzesco, vale Far tor-neamento o torneo, Torneare; Inf. xxii, 6.
Ferita, L'effetto del ferire; Laceramento, Taglio, Squarcio, fatto in corpo vivente, mediante arme o altro, con effusione di san- i gue; Inf. xxii, 77; xxviii, 41. Cfr. Feruta.
Fermamente, In modo certo, indubitabile, Certamente; Conv. ili, 7, 61.
Fermare, dal lat. firmare, Propriamente, Render ferma, immobile, la cosa che è in moto, Impedire la continuazione del suo moto; e con senso più particolare, riferito a persona o animale, Arrestarne il cammino o la fuga, Fare che cessi dall'andare o dal fuggire. Nella Div. Com. questo verbo si trova adoperato 22 volte,
6 neWInf. (in, 77; ix, 4; xm, 136; xiv, 12; xxii, 122; xxv, 89),
7 nel Purg. (ili, 53, 66; vi, 40, 44; xxi, 99; xxvi, 122; xxix, 154) e 9 nel Par. (v, 28, 41; xi, 15; xvn, 140; xviii, 133; xxi, 139; xxii, 51 ; xxiv, 31 ; xxxi, 54).
1. Fermare, vale Porre, Collocare, Piantare, e simili, in modo stabile; per similit. e in locuz. figur. Conv. in, 15, 128. - 2. Per Render sicuro, stabile, Assicurare da pericoli; Conv. in, 1, 50, nel