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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Farinata degli Scornigiani-Fasciare
   dori de' beati. » - Dan.: « In quei favilli. » - Ces. : « I troppi manoscritti che hanno flailli o flavilli, mostrano senza contraddizione, Dante avere scritto così. Ma volendo interpretar essa voce, e mostrarne il diritto valore, è da notar bene, come quelle luci cantavano: ed in questa terzina, 0 dolce amor, ecc., mostra che il Poeta ritocchi la cosa del cantare.... Or che ragione al cantare puote aver questo flaviUi ? Ecco : io il credo formato dal latino flare, o fla-bellum, cioè dal ventare, o muover l'aria; e Dante prendendolo più largamente (secondo il suo usato), il dee aver adoperato per Voce, che è appunto quello sfogainento di aria, che usciva in suoni contemperati. La mutazion del F in B è comune nella nostra lingua; come in boce per voce, boto per voto, sobranza per sovranza : e però flavilli e flabelli, o flabilli. » - Br. B.: «In quei favilli, cioè in quelli splendori, in quelli spiriti, che mi si presentavano come faville, o fiammelle ; e faville per fiammelle usò Dante anche Inf. xxvi, 64. » Ma, se quasi tutti i codd. hanno flailli! - Frat.: « Flailli o flavilli, che significa sibili, o voci, o suoni, è dal verbo lat. flare, cioè mandar fuori fiato; di che si producono i suoni di vari strumenti e le voci del canto. Altrove (Par. xii, 8) il Poeta disse quegli spiriti cantanti dolci tube. » Dante scrisse per avventura failli, come, secondo la lezione di parecchi codd., Nidob., Vindel., ecc., avrebbe veramente scritto (cfr. Andr. ad h. loc.). Faillo è il frane, ant. faille, che vale Fiaccola (cfr. Diez, Wòrt. i3, 176); e Lumi, che è lo stesso che Fiaccole, chiama Dante sovente le anime dei Beati, essendo esse vestite di luce (cfr. lume).
   Favola, dal lat. fabula: 1. Breve e vivace componimento narrativo, in versi o in prosa, i cui attori, e interlocutori sono esseri animati o cose inanimate; ed il fine è di far comprendere pratica-camente, e in modo facile e piano, una verità morale; Inf. xxiii, 4. Conv. iv, 30, 30. - 2. E per Narrazioni che appartengono alla Mitologia; Conv. iv, 14, 106; iv, 27, 117. - 3. E per Cosa finta o inventata a bella posta, sia a voce sia in iscritto, o per leggerezza, o per ischerzo, o per ingannare altrui ; Fandonia, Frottola, Invenzione ; Par. xxix, 104.
   Favoleggiare, Raccontar favole o cose favolose, sia parlando sia scrivendo; Par. n, 51; xv, 125.
   Favoloso o Fabuloso, Che non corrisponde al vero, Vano, Fallace; Vit. N. i, 1, 42.
   FaTOrare, dal lat. favere, Favorire, Aiutare, Difendere, Proteggere altrui; Par. ix, 124.