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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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qual senso spesso riceve un aggiunto qualificativo; Inf. il, 57; in, 25. Par. xiv, 88. - 2. E per Discorso, Parole, rispetto al loro contenuto; Inf. xviii, 53. Purg. x, 43. Par. xxiv, 99; xxxiii, 106. -3. E per Linguaggio proprio di un popolo, Idioma ; Par. xvi, 33 (moderna favella = Lingua italiana), xviii, 72 (nostra favella, secondo gli uni Lingua latina, secondo gli altri, e meglio, Il nostro umano linguaggio, Le lettere del nostro alfabeto). -'4. E figuratam. e poeticam., usato nel plurale, per Popoli, Nazioni; Inf. v, 54. -Sul senso della locuzione In sua favella, Inf. il, 57, gl' interpetri non vanno d'accordo, intendendo gli uni Linguaggio angelico, divino, gli altri Fiorentino volgare. I più antichi (Bambgl., An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., ecc.) non danno veruna interpretazione. Bocc. : « In fiorentino volgare, non ostante che Virgilio fosse Mantovano; ed in ciò n'ammaestra, alcuno non dovere la sua originai favella lasciare per alcuna altra, dove necessità a ciò noi costrignesse. » - Benv. : « In suavi eloquio, sicut Paulus, Augustinus, Jeronimus. » - Buti : « In sua favella, dice, a denotare lo suo modo del parlare, lo quale è diverso dal nostro: imperò che il nostro è con errore e difetto; questo è sempre vero e perfetto: e però che lo Spirito Santo parla in essa; et ancora quello è diversificato : imperò che ad alcuno minaccia, alcuno conforta, alcuno lusinga, ad alcuno parla in voce, et ad alcuno con ispirazione. » - An. Fior. : « Parla delle cose angeliche. Et è vero che la Scrittura santa prima fu scritta in lingua ebraica, come la Bibbia et il Psaltero fu traslato d' Ebreo in greco, di greco in latino ; et per questo perde assai della sua dolcezza, come che lo effetto non si mutasse » (parlò Beatrice in lingua ebraica ?). - Serrav. : « Quia sacram Scripturam fecerunt hii qui habuerunt intellectum ange-licum. » - Barg.: « Non punto altera e superba, non balbuziente, o intricata in suo parlare. » - Land. : « In sua favella, la quale è divina, et è il modo del parlar persuasivo a tutte le virtù. » -Tal.: « Sententia hujus est, quod sacra Theologia est in stilo humili et plano, et non in stilo superbo poetarum, sic ut stilus videbatur humilis et suavis. » - Veli.: « Descrive in Beatrice la modestia del parlare d' una casta, veneranda et saggia donna, il qual debb' essere sempre pieno di soavità, humanità et dolcezza, cosa che nella Theologia si trova. » - Gelli: « In voce angelica, vuole inferire che le cose, delle quali tratta la Teologia, non sono cose da uomini, ma da angeli e da spiriti divini. » - Dan. tira via. - Cast.: « Virgilio dice che Beatrice gli disse quello che segue piena di soavità, e distintamente e con voce d'angelo, e con figure di parole più vaghe ch'egli non sa ridire. Sì che negli atti mostrava soavità, nella proferenza distinzione, nella voce divinità, nelle parole vaghezza