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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
azione, o fine, pure intellettuale o morale, per Essere utile, espediente, opportuno, Tornar comodo, Convenire, Giovare, Conferire, e simili; Vit. N. v, 21.-68. E per Importare, Premere, e simili; e in modo assoluto, Rilevare; Purg. v, 12. - 69. Reggente, mediante la particella Per, un nome o un pronome personale, vale Far cosa utile, Procacciar vantaggio, alla persona indicata dal compimento; Affaticarsi, Adoperarsi a prò, o in servigio di essa ;Inf. ìv, 60.-70.'Usato con un sostantivo, e componendo con esso una locuzione, la quale corrisponde nel significato al verbo analogo al sostantivo, sia attivo, sia neutro passivo, o neutro, ovvero in forza di neutro* e se il sostantivo sia accompagnato da qualche adiettivo od altro aggiunto, questo per lo più si risolve in un avverbio. A, Corrispondente a un verbo neut. pass. Purg. xxxm, 181. B, Corrispondente a un verbo neut., o in forza di neut. Par. xi, 52.
71. Fare, usato in proposizione relativa, dipendente da un Infinito sostantivo; e tutta quanta la locuzione equivale a un tempo del verbo da cui dipende, ovvero raccoglie tutta l'azione di esso verbo; Inf. xxv, 29. Purg. xxi, 122; xxvm, 97.- 72. Reggente l'Infinito di un altro verbo, prende forza ora di Ordinare, Comandare, ora di Costringere, ora di Lasciare, Non impedire, Non opporsi, e simili ; ed ora di Operare, Procurare, Esser cagione, motivo, comecchessia, che la cosa, di cui si discorre, sia fatta, compiuta, ovvero avvenga l'azione espressa dall'Infinito di esso verbo; detto tanto di persona quanto di cosa. E allorché il soggetto dell'Infinito è espresso, questo più comunemente è retto dalla particella A: a, Coli'Infinito di un verbo attivo: Inf. i, 84; x, 113; xvii, 129. b, Coli'Infinito di un verbo neutro passivo; nella quale costruzione spoglia esso verbo della particella pronominale: Purg. vi, 57; xiv, 13; xxxii, 12. Par. xvi, 2. c, Coli'Infinito di un verbo neutro, o in forza di neutro: Inf. i, 102; il, 70. Par. vi, 82; xxn, 129. Cam.: «Amor, che nella mente mi ragiona, » v. 22. -73. Unito col suo proprio Infinito, preso in ciascuno dei sensi di esso verbo; Purg. v, 77. - 74. Per Procurare, Cercare, Studiare, Adoperarsi, e simili, in costrutto con un verbo al Congiuntivo, retto dalla particella Che; Inf. xxii, 43. -75. E usato in uno dei tempi dell'Imperativo, equivale bene spesso allo stesso modo del verbo retto da esso; se non che pare che temperi alquanto l'idea del comando; Inf. xvn, 93. Cam. : « Voi, che, intendendo, il terzo ciel movete, » v. 25. - 76. E pure nel senso di Procurare, Cercare, Adoperarsi, e simili, ma con qualche maggiore significazione, si accompagna con le maniere Sì che, Tanto che, In modo che, e simili; Par. ìv, 107. - 77. Far bene, vale Operare saviamente, prudentemente, con giustizia, e simili; e il suo contrario è Far male; e usansi tanto assolutamente, quanto con un Infinito
48. — Enciclopedia dantesca.