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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   752 Farinata degli Scornigiani-Fasciare
   mine, come allegrezza, festa, gioia, e simili, vale Dimostrare con segni esteriori questo particolar moto dell'animo, accogliendo alcuno, Accoglierlo con segni di gioia, festosamente; Purg. vi, 81.-54. E per Comporsi, Risultare, detto di un tutto; Conv. IV, 29, 68.- 55. Yale anche Addivenire tale, quale vien determinato dal compimento; Venire a ricevere o a prendere una determinata qualità, natura, condizione, sia fisica sia morale: detto di persona. E talora usato poeticamente con l'ellissi della particella pronominale; Purg. li, 75. Par. I, 67, 68; Vili, 46; xvi, 114; xxxm, 6. - 56. E detto di cosa, tanto materiale quanto morale; Inf. XX, 75; XXV, 111. Purg. xxv, 77. -57. Congiunto con certi adiettivi, talora compone con essi una locuzione, che si risolve nel verbo relativo di forma neutra passiva; Inf. ix, 30. Purg. vi, 136; ix, 47. Par. xi, 62. - 58. Con un compimento denotante un istituto di vita, una professione, un'arte, un mestiero, e simili, vale Entrare in esso, Abbracciarlo, Darvisi; Inf. xx, 122. - 59. Ed altreś con un compimento denotante una particolar relazione di persona a persona, come Discepolo, Scolare, Servitore, Seguace; ovvero Amico, Nemico, Avversario, e simili; vale Prendere quella data qualità o condizione verso quella stessa persona; Inf. xv, 64. Conv. IV, 1, 14. - 60. E per Trasformarsi, Cangiarsi, in cị che viene espresso dal compimento, Prendere una nuova forma: detto tanto di persona quanto di cosa; e usato poeticam. con I' ellissi della particella pronominale ; Inf. xxv, 73.
   61. Farsi, riceve spesso il significato di un verbo di moto, e vale Andare, Venire, Spingersi, e simili; il qual moto si determina da una preposizione reggente il termine del moto stesso, o che sia un luogo, ovvero una persona ; Inf. vili, 32. Purg. vili, 52 ; xxiv, 115 ; xxvi, 136. - 62. E con un termine retto dalla particella In, usato poeticam. per Venire a essere, Trovarsi, Contenersi; Par. xm, 51. -
   63. Congiunto con un avverbio o modo avverbiale, compone una maniera, equivalente nel senso a un altro verbo; come Farsi avanti o innanzi, Avanzarsi; Farsi indietro, Indietreggiare; Farsi in là, o in costà, Scostarsi; Farsi accosto, appresso, in qua, Accostarsi, Appressarsi; Farsi lontano, di lungi, Allontanarsi; Farsi fuora, Uscire, e simili; Inf. xxi, 92; xxu, 96. Purg. x, 53; xxxi, 131. Par. xxn, 29. -
   64. Neut., congiunto con un avverbio o maniera avverbiale, vale Condursi, Comportarsi, Governarsi, Procedere, Trattare, e simili, nel modo espresso dall'avverbio o maniera avverbiale; Inf. xxix, 7. Purg. xv, 90. - 65. Per Essere attivo, Avere efficacia nell'operare; Par. xiv, 134. - 66. Detto di tempo determinato, vale Compiersi, Esser trascorso da un dato punto o termine; Son.: « Era venuta nella mente mia, » v. 14. - 67. Costruito mediante la particella A o Per, e detto di cose intellettuali o morali, in relazione a cosa,