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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   poetieam. in forza di Sost., per significare la Creatura umana, in quanto con la favella addimostra la natura sua razionale. E è voce cavata dal particip. lat. fans, Parlante; Purg. xxv, 61.
   Fantino, propriamente Diminut. di fante: Piccolo fanciullo, Bambinello; ma prendesi anebe per lo stesso che Fante, Fanciullo, Bambino; Par. xxx, 82.
   Fantoli o Fantolini (I gol in de'), Gentiluomo di Faenza, distinto per la sua bontà e prudenza, come per il suo valore. Come fautore dei Manfredi, ritornò seco loro a Faenza in seguito al tradimento di Tebaldello Zambrasi. Cadde all'assalto di Forlì nel 1282, combattendo nelle schiere di Giovanni d'Appia;cfr. Murat., Script. xiv, 1106; xxn, 152. Nominato con lode Purg. xiv, 121. - Pan. : « Questo fue da Faenza, valorosa, virtudiosa e nobile persona; morì senza erede, sichè vuol dire: almeno tu non puoi dire che'l nome tuo sia offuscato per malizia e cattività de'tuoi discendenti. » - Ott.: « Questi fu di Faenza, e morì senza rede; fu uomo valoroso, ecc. »-Benv. : « Iste fuit de Faventia, in singularis bonitatis et prudentise.»-Buti : «Questi fu ancora da Faensa, virtuoso e non ebbe descendenti. »-Lo stesso ripetono gli altri antichi, senza aggiungere veruna notizia di qualche rilievo.
   Fantolino, propriamente Diminut. e Vezzeggiai di fante, ma solamente nel senso di Fanciullo, Piccolo fanciullo, Bambino; Purg. xxiv, 108; xxx, 44. Par. xxm, 121; xxx, 140.
   Faraone, lat. Pharao, gr. apau>, dall'ebr. e questo
   da Principe; Nome, o piuttosto Titolo, degli antichi re in-
   digeni dell'Egitto; Mon. li,4, 8; il, 8, 41. Cam.: « 0 patria, » v. 73.
   Fare, forma sincopata di Facere, dal quale vengono le voci di alcuni tempi e persone, ed altre terminazioni, che oggi non si userebbero sè non in poesia. Dal lat. facere. Questo verbo esprime in modo generale l'azione, che altri verbi spiegano particolarmente ; onde denotando gli avverbi le circostanze delle azioni, e co' nomi divisandosi le cose, così le agenti come le pazienti e spiegandosene le lor qualità, ne segue che accoppiato il verbo Fare con verbi, nomi od avverbj, significhi, mercè di tal compagnia, le specie precise e le forme individuali delle azioni particolari, come da sè solo denota l'azione in generale. Naturalmente questo verbo si trova nelle opere volgari di Dante centinaia di volte, - ad ogni pagina. Registriamo prima quelle tra le forme di esso che o sono antiquate