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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Fabi-Faforizio
Fabro tribuno plebis, qui trucidatus fuit Bononi;e. »-liuti : L'n.. vile omo nato di vile condizione si fa grande, come fe'uno fabbro che ebbe nome Lambertaccio che si fece sì grande che venne signore quasi di Bologna, e di costui discese messer Fabbro de' Lam-bertacci di Bologna. » - An. Fior. tace. - Serrav. : « In lìononia fuit unus bonus homo virtuosus et curialis, nomine Faber dignus magna fama. » - Lan., Veli., Dan., Vent., ecc., non fanno che ripetere quanto aveva detto il Buti. - Tal. : « Iste fuit unus l!o-noniensis, miles nobilissimus et virtuosissimi^. » - Probabilmente Dante intende di Fabbro o Fabio dei Lambertazzi, figlio di quel Bonifazio, che fu podestà di Padova nel 1215, e nel 1217 capo dei crociati Bolognesi a Damiata. Nella spedizione fatta dai Bolognesi contro i Modenesi nel 1228 Fabbro Lambertacci aveva cura del Carroccio (cfr. F. Leandro degli Alberti, Deca prima dell' Hi st. di Boi., lib. x); nel 1254, e di nuovo nel 1257 fu podestà di Pisa (cfr. Murat., Script, xxiv, 644 e seg.). Fu pure podestà a Viterbo, a Pi-stoja ed a Faenza (cfr. Gozzadint, Torri gentilizie, 328 e seg.).
Fabi, lat. Fabii, Patrizi romani, i quali si dicevano discesi da Ercole e da Evandro. Da questa famiglia prese il nome di gens Fabia una tribù di Roma, dalla quale discesero i Trecento Fabii e molti altri eroi e nobili personaggi, tra' quali Fabio Massimo Inalano, che, maestro della cavalleria, sotto Papirio Cursore, combattè contra i Sanniti malgrado l'assenza del Dittatore, ne uccise oltre ventimila, ma fu poi lì lì per pagare la sua disobbedienza colla propria vita. Eletto cinque volte Console, sconfisse i Sanniti e gli Etruschi, e per le felici sue imprese meritò il nome di Massimo a sè ed alla sua famiglia (cfr. Tit. Liv., vili, 30; ix, 35-39; x, 15, 27-29. Polyb., il, 19. Diod. Sic., xx, 27, 35). Tra altri sono pur celebri Ceso Fabio Yibulano ed i suoi due fratelli Quinto e Marco (cfr. Tit. Liv., ii, 43 e seg. Sil., vi, 637. Dion. Hal., ix, 15), come pure i nepoti di Ceso, Quinto Fabio Yibulano, Marco, Numerio, ecc. Sopra tutti gli altri glorioso fu Quinto Fabio Massimo Verruco-o, detto l'Indugiatore, il quale colla sua prudenza p<>se fine ai trionfi di Annibale (cfr. Tit. Liv., xxi, 18; xxm, 32, 39; xxvii, 11; xxviu, 40 e seg.; xxix, 37. Cic., Cat. mai. iv, 10. Brut, xiv, 57). Nominati Far. vi, 47. Conv. iv, 5, 90.
Fabrizio, e Fabbrizio, Caio Fabbrizio Luscinio, generale romano, celebre per la sua povertà e per il suo disinteresse. Console nel 282 a. C., vinse il Sannio, il Brusio e la Lucania, e rilutò i doni dei Sanniti, ai quali egli aveva fatto accordare la pace (Dicxys., Excerpt. xviii, 5. Val. Max. i, 8, 6. Polyb., i, 7). Inviato due anni