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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Estimare-Et 7 25
quegli che fece assassinare Iacopo del Cassero da Fano (cfr. A zzo, Iacopo del Cassero). E pure ricordato Inf. xn, 112 come parricida, e Purg. XX, 80, come compratore di Beatrice, figlia di Carlo li re di Puglia. È pur nominato con biasimo Vulg. FA. 1, 12, IH), e con parole, 0 tolte da altri, 0 di amara ironia, Vulg. FA. n, 6, .11.
Estimare, dal lat. (estimare, Stimare, Reputare, Considerar», Giudicare; ed anche Tener nel debito conto, Apprezzare; Tnf. xxiv, 25; xxix, 35. Purg. xvn, 112; xxxiii, 64. Par. 1, 13(1. '
Estimativa, Potenza che l'anima ha di giudicare, estimare; Par. xxvi, 75 (var.).
Estimato, dal lat. cestimatus, Stimato, Reputato, Giudicato; Conv. 1, 2, 57.
Estinguere, cfr. Stinguere.
Esto, dal lat. iste, Lo stesso che Questo, di cui è forma antica e poetica; Inf. 1, 93; II, 93; vi, 103; ix, 93; xm, 29, 73; xiv, 132; xxvili, 62. Purg. 11, 62; in, 144; iv, 94 e sovente.
Estremità, dal lat. extremitas, La parte estrema di qualsivoglia luogo 0 cosa; La parte dove termina, ovvero la parte che limita, 0 circoscrive, checchessia; Inf. xi, 1.
Estremo, dal lat. extremus ; 1. Che termina, 0 In che finisce checchessia; Che è, si trova, è posto, in fine, 0 verso il fine, di checchessia, Che ne costituisce il termine; Purg.xxni, 25; Par. xxx, 117.-2. Poeticam. per Che è di fuori, Esterno, Esteriore; Inf. xix, 20. Par. XII, 21. - 3. In forza di Sost., vale Parte estrema, Termine, Estremità, ed altresì Confine, detto di città, paese, regione; Purg. xxn, 121. Par. v, 5; xix, 41; xxxi, 122.-4. E per Fine 0 Termine della vita, Parte estrema del vivere; Purg. xm, 124; xxn, 48; xxvi, 93.
Esurire, lat. esurire, Bramare, Appetire avidamente; Purg. XXiv, 154, nel qual luogo il Poeta parafrasa la beatitudine evangelica: « Beati qui esuriunt justitiam, » S. Matt. v, 6, cambiandola in « Beati qui esuriunt secundum justitiam » ed attribuendole il senso: Beati coloro che servono giusta misura nel cibo, conservandosi mondi dal peccato della gola. Lan.: e Beati i liberi dal vizio della gola, li quali hanno tanto di grazia, che elli sanno avere fame di cibo quanto è giusto, e non superabbondante. »
Et, forma antica della particella copulativa E, dinanzi a parola incominciante per vocale; oggi scrivesi Ed.