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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Essere
   iv, 89. Cam.: « Donna pietosa e di novella etate, » v. 78.-33. Detto di checchessia, con relazione alta sua materia, vale Esser fatto, formato, composto; Inf. xiv, 106 e seg. - 34. Detto di scrittura o di discorso, vale Risguardare, Raggirarsi intorno alla cosa espressa dal compimento; Inf. xx, 3. - 35. Dipendente da Di qui o Quindi, e reggente alcuna proposizione per mezzo delle cong. Che, vale Derivare, Procedere, Conseguitare, e compone una maniera illativa; Conv. iv, 21, 80. - 36. Con un termine retto dalla preposizione Fuori, e denotante condizione o stato, vale Non aver più, Aver perduto, ciò che è espresso dal compimento; ed altresì Esserne privo, sfornito, e simili; Par. I, 118. - 37. E detto di cosa o di atto, vale Esser contrario a ciò che il compimento significa, Essere al tutto diverso, o alieno, da esso ; Purg. xxi, 42. - 38. Con un compimento retto dalla particella In, vale Trovarsi, Vivere, e talora anche Stare, nella condizione, termine, atto, espresso dal compimento; Conv. i, 1, 26. Cam. : « Le dolci rime d'amor, eh' io solia, » v. 31. - 39. Con un termine denotante veste, o foggia di vestire, vale Avere in dosso soltanto, o principalmente, quella, Esser vestito in quella foggia; Purg. vili, 29. - 40. Detto di cosa, e con un compimento di persona, come Essere checchessia in desiderio, ovvero in dispiacere, ad alcuno, vale Desiderarlo egli ovvero Dispiacergli; Par. v, 113.
   41. E nel medesimo costrutto, forma anche una maniera che equivale al Passivo, e talora al Neutro passivo, del verbo corrispondente al sostantivo che dipende da Essere. Onde Essere in pregio o prezzo, vale Essere pregiato, apprezzato; Essere in memoria o ricordanza, Esser rammemorato o rammentato, ricordato; Essere in iscandalo, Scandalizzarsi; Essere in turbazione, Turbarsi; e simili; Vit. N. xxix, 6. - 42. Esser per sè, vale Non prendere le parti di alcuno, ma stare a sè, rimaner neutrale; Inf. ni, 39. -43. Reggente, mediante la particella A, un Infinito, e preceduto dall'avverbio Poco, o dipendente da un soggetto accompagnato dall'adiettivo Poco, prende senso di Mancare, Restare; Purg. i, 60. -44. Reggente un verbo nell'Infinito mediante la particella Da, vale Doversi, Bisognare, Esser d'uopo, Esser conveniente o utile, Concorrere; usato anche in modo impersonale; Conv. ili, 7, 9, 61; in, 12, 57.- 45. Essere in, reggente un Infinito, vale Essere sul punto o in procinto di, vicino a, fare o compiere l'azione espressa dall'Infinito; ed altresì Andare o Stare facendola; Purg. xx, 21.-46. Esser uopo, mestieri o mestiere, bisogno, forza, necessità, vale Occorrere, Convenire, Bisognare, Esser necessario; Purg. ni, 39. Par. xi, 27. -47. Esser niente, o nulla, in costrutto con un verbo retto dalla particella Di, vale Riuscir vano lo sforzo, Non esserci modo o verso, di compiere 1' azione espressa &al verbo; Inf. ix, 57; xxti, 143.