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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Esente, dal lat. exemptus, Libero, Franco, per privilegio, concessione, istituto, e simili, trattandosi di carico, gravezza, obbligo, e simili. 1. Parlandosi di colpa, vale Liberato, Purgato; l>urg. vii, 33.-2. E per Privato, Escluso; Purg. xvi, 132.
   Esercito, dal lat. exercitus, Moltitudine di soldati d'ogni milizia, ordinati ed esercitati nell'arte della guerra. E per Gran quantità di persone adunate insieme, detto poeticam. anche di Spiriti; Inf. XVlll, 28. Purg. vili, 22; xxxii, 17. Par. xii, 37, nel qual luogo l'esercito di Cristo, vale La Chiesa, Il popolo cristiano.
   Esigenza, basso lat. exigentia, Ciò che richiede il bisogno, Bisogno, Richiesta; ed altresì Ciò che per natura sua si addice o conviene a checchessia; Conv. iv, 23, 16. Mon. ut, 8, 47.
   Esilio, ed Esiglio, dal lat. exsilium : 1. Pena imposta ad alcuno, per la quale egli è sbandeggiato per sempre od a tempo dallo Stato, o dal luogo del suo domicilio; Par. xvn, 57.-2. Figuratam., per II tempo della vita terrena; per similit. anche col-l'aggiunto Di Babilonia; Par. x, 129; xxm, 134. - 3. Per la condizione delle anime innanzi alla redenzione; Par. xxvi, 116.-4. Eterno esilio, detto poeticam., vale L'inferno, essendo le anime eternamente cacciate dalla patria celeste; Inf. xxm, 126. Purg. xxi, 18.-5. Essere in esilio, vale Essere nella condizione di esule, Esulare; detto figuratam. Conv. ili, 13, 8. - 6. Cacciare alcuno in esilio, vale Sbandeggiarlo, Esiliarlo; Conv. IV, 5, 99.
   Esilio di Dante. Negli ultimi anni del Dugento il papa Bonifazio VIII aveva concepito l'idea di fare della Toscana una provincia della Chiesa (cfr. Levi, Bonifazio Vili e le sue relazioni col Comune di Firenze, Roma, 1882). Con tale intendimento mandò prima il Cardinale d'Acquasparta, e poi Carlo di Valois a Firenze, col titolo di paciari in Toscana. A Firenze la parte Nera cospirava per Bonifazio, e per il Valese, mentre i Bianchi tenevano fronte alle papali pretese e le combattevano con tutte le armi di cui potevano disporre. Carlo Valese entrò in Firenze il 1° novembre 1:501, i Bianchi furono soppressi e molti di essi esiliati dalla patria, tra i quali anche Dante Alighieri, condannato dal nuovo potestà, Gante de' Gabrielli d'Agobbio, con sentenza del 27 gennaio 1302, a una multa di cinquemila fiorini piccioli, non pagando la quale dentro tre giorni, tutti i suoi beni sarebbero guasti e disfatti, e così guastati e disfatti rimarrebbero in Comune. E quand' anche avesse pagato la multa entro il termine prescritto, era tuttavia condannato a stare fuori della provincia di Toscana per due anni, ed inoltre,