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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Esempio-Esempio
   Esempio ed Esemplo, dal lat. exemplum: 1. Azione, o Modo di operare, che, se buono o virtuoso, dia altrui occasione o incitamento a imitarlo o a emularlo; se riprovevole, possa spingere altri ad atti cattivi o non degni; Purg. xix, 144. Par. xviii, 126. -2. E per Atto, Patto, Caso, Effetto, da servire altrui di ammaestramento e di norma circa al modo di operare o di comportarsi, al fare o non fare una data cosa, e simili; ed anche per Ammaestramento o Norma, cavata dal fatto altrui; Par. xvn, 140. - 3. Pure per Atto, Fatto, Effetto, che per una certa conformità con ciò di che si discorre, sia opportuno a confermare il detto, a comprovare un assunto, a corroborare una data conclusione, e simili ; Par. I, 71. -4. Parlandosi di lavori, e specialmente di arti, denota Ciò che altri tiene dinanzi per copiare o imitare; Modello, Esemplare; Purg. xxxii, 67. - 5. E pure per Modello, Esemplare, Tipo, detto figuratam. di persona che si proponga all'altrui imitazione o ammirazione; Conv. ni, 7, 114; ni, 8, 152.-6. Nel medesimo senso, e con la medesima relazione, usato in costrutto, mediante la particella Di, con un termine denotante la qualità, la condizione, o simile, per la quale si proponga alcuno all'imitazione o ammirazione altrui; Cam.: « Amor, che nella mente mi ragiona, » v. 70. - 7. E come termine delle Scuole, per Idea, Forma ideale, Archetipo; Conv. ir, 5, 24; in, 2, 109; in, 6, 44, 47.- 8. E per Cosa che rassomigli un'altra o il suo archetipo, o che ne sia la figura o rappresentazione sensibile; usato anche come Term. delle Scuole; Par. xiv, 105; xxviii, 55. Conv. in, 7, 17; ìli, 12, 40.- 9. Dare di sè esempio, vale Mostrarsi nei fatti tale o tale, Fare cosa di tale o tal natura, e propriamente da poter servire altrui di norma o di documento ad operare nel modo stesso; Conv. iv, 24, 111.
   Esemplare, Sost. dal lat. exemplar, la cui forma più antica era exemplare, Ciò che si propone altrui, o che si toglie, a copiare, o imitare, a fine propriamente di esercizio. Figuratam. e poetieam., per Idea prima, Forma ideale, Archetipo delle cose; Par. xxvill, 56.
   Esemplare, Yerb. att., dal basso lat. exemplare, che valeva Copiare e Recare in esempio: Trascrivere, cavando da un originale, da un esemplare, Copiare; Vit. N. i, 4, nel qual luogo però, invece di esemplare, parecchi codd., Frat., D'Anc., Witte, Giul., Moore, ecc. hanno assemprare, che è il lat. Ad exemplar effingere; cfr. Inf. xxiv, 4.
   Esemplato, dal basso lat. exemplatus, Attuato secondo un esemplare o archetipo; Conv. in, 6, 43.
   Esemplo, cfr. Esempio.