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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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avendo in dispregio Cerere, intraprese di distruggere una selva sacra alla dea. Cerere lo punì con una fame insaziabile. Oppresso da terribile voracità, consumò prima ogni sua sostanza, poi acconsentì di vendere la propria figlia Mestra, e finalmente si mangiò le proprie membra; cfr. Ovid., Metani, vili, 740-880. Lactant. Placid., Narr. vili, f. 11. Tzetz., ad Lycophr., v. 1390 e seg. È ricordato come esempio di estrema magrezza Purg.xxni, 26. - Benv. : « Erisichton figurative est gulosus qui inconsulte spernit Cererem deam biadi, quia scilicet, non contentus pane et vino et aliis fructibus terra, quserit sapida summa artificio praparata; ideo vindicta debita justo judicio Dei parata est, quia fames intrat corpus eius; nam si bene prandet, vult melius ccenare; si multum bibit, semper plus appetiti et sic continuo magis ardet appetitus corruptus, ita quod in nocte somniando ducit labia et dentes, et velut ignis consumit illud, de quo possunt vivere mille; quid ultra? hodie vendit eampum, cras vineam, ut satisfaciat ventri importunissimo creditori. Consumpta pecunia, vendit domum, equum, vestem, ancillam, et absorbet et deglutit omnem substantiam suam; demum vendit filiam propriam, uxorem, sororem ; quando prostituit pudicitiam alteri prò pretio ut respondeat improba gulag. Postremo deficientibus omnibus vertit fu-rorem in se ipsum, cum efficitur servus alterius, famulator, adulator, leno, et quod est horribile dictu, comedit se ipsum dum vadit ad ho-spitale, imo ad fossatum. »
Ei'itùn, Eritone, lat. Frichtho, gr. 'Eptx&w, famosa maga di Tessaglia, che colle sue arti fece rivivere un morto per predire a Sesto Pompeo l'esito della battaglia di Farsalo; cfr. Lucan., Phars. Vi, 508 e seg. Dante la nomina Inf. ix, 23, facendo dire a Virgilio, che Eritone lo mandò altra volta giù nel profondo Inferno. Ma ciò che racconta Lucano è anteriore di trent'anni alla morte di Virgilio, e di Virgilio Lucano non fa menzione. O Dante in questo luogo errò nella cronologia, oppure, attingendo forse a qualche leggenda del medio evo concernente la magia virgiliana (cfr. Compa-retti, Virgilio nel medio evo, i, 287), il Poeta suppone che Eritone sopravvivesse a Virgilio e facesse, già vecchia, rivivere un altro morto, il che per altro è ignoto alla mitologia antica. I commentatori antichi (Barnbgl., An. Sei., Iac. Dant., Dan., Ott., Petr. Dant., Cass., Bocc., Falso Bocc., Benv., ecc.) non accennano alla difficoltà, sembrano però supporre che Dante alluda ad una scongiura posteriore a quella raccontata da Lucano. Buti: « Questa Azione, cioè che Eriton scongiurasse Virgilio, fa l'autor nostro da sè poetando. »-LMw. Fior., dopo aver riprodotto il racconto di Lucano ed accennato all'anacronismo, continua: « Puossi adunque qui per allegoria in-