Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (698/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (698/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   688
   nidi. Nel luogo Purg. xxix, 40, Dante nomina il monte Elicona per le fonti di Aganippe e d'Ippocrene, che da esso monte sgorgano, volendo dire: Ora conviene che Elicona mi sia largo delle acque che da esso scaturiscono; cfr. ViRG., Aen. vii, 641; X, 168.
   Eliodoro, 'HXióSwpog, Heliodorus, ministro di Seleuco IY Filo-patore, il quale regnò nella Siria dal 187 al 175 a. C. Fu inviato da Seleuco a Gerusalemme, coli' incombenza di farsi consegnare e recargli il tesoro del tempio. Arrivato a Gerusalemme ed ivi benignamente accolto dal sommo Sacerdote Onia, gli espose lo scopo della sua missione, il Sacerdote lo ammonì di non mettere mano al tesoro, essendo esso principalmente roba di vedove ed orfani. « Pur nondimeno Eliodoro, per li mandati del re ch'egli avea, diceva che del tutto que' danari si convenivano portar nel tesoro del re. E posto un giorno, entrava nel Tempio, per dare ordine alla rassegna di que' danari. » I sacerdoti, con tutto il popolo, uomini e donne, invocavano l'aiuto di Dio. Eliodoro entrò nel tempio, ed « essendo egli già presso della tesoreria co' suoi seguaci, il Principe degli spiriti, e d'ogni podestà, mandò una grande apparizione, tal che tutti quelli che aveano avuto 1' ardire di raunarsi là, percossi di smarrimento per la potenza di Dio, caddero in isfìninimento ed in ispavento. Perciocché apparve loro un cavallo, adorno d'una bellissima coverta; e colui che v'era montato sopra era molto terribile; e quel cavallo, avventatosi impetuosamente ad Eliodoro, lo percosse con l'unghie dinanzi.... Ed Eliodoro cadde subito in terra, e fu ravvolto d' una grande oscurità, e fu portato fuori, mutolo e privo d'ogni speranza ; » II Macliab. ili, 6-40. Alcuni identificano questo personaggio coli'Eliodoro ricordato da Appiano, Hist. Syr., 45, il quale avvelenò il suo re per impadronirsi del trono. Dante lo ricorda tra gli esempi di avarizia punita, Purg. xx, 113.
   Elios, così chiama Dante Iddio, Par. xiv, 96, scambiando probabilmente l'ebr. j'^Sy (= Eccelso, Altissimo) col gr. HXiog (= il
   Sole). Forse egli prese la voce, rifacendola alquanto, dai Vangeli; S. Matt. xxvil, 46. S. Marc, xv, 34. - Pan.: « Elios in greco, sì è a dire in latino Dio.» - Ott.: « Elyòs, cioè, o Dio forte. »- Petr. Dant. : « Postquam venerunt ibi martiales spiritus rubescentes, sci-licet beatificati impressione Martis ab ipso Elion, idest Deo; nam Elion unum est de nominibus Dei. » - Cass.: « 0 Helyos, idest, o Deus. » - Benv.: « 0 Eliòs, idest, o sol justitise Deus! helyon enim est nomen Dei et interpretatur excelsus. »- Buti: « 0 Heliòs, cioè Iddio : Heliòs in lingua ebrea è a dire Iddio. » - Serrav.; « 0 Elyòs, idest Excelse Deus. » - Che l'esclamazione del Poeta sia diretta a