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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   E i-E leggere
   antico e consueto; perciò che ei facevan continovamente, per la pena ch'ei sentivano, così. » - Dan.: « Hei, cioè Aimè. » - Cast.: « Ricominciarono a dolersi, sì come prima si dolevano, dicendo Hei, che era l'antico verso. Ma perchè si legge: Ei, si può ancora dire Ei per essi ricominciar l'antico verso di dolersi.»
   Ei, cfr. egli.
   El, contratto di Ello, Par. xxvm, 8. E per e 'l, e il; Inf. xx, 12.
   El, ebr. Ss, Forte, Eroe, Nome di Dio, tanto dell' Iddio vero,
   quanto delle Deità pagane, usato sovente nel Vecchio Testamento. El hanno i più e migliori codd. nel luogo Par. xxvi, 136, mentre alcuni pochi testi hanno Eli, che è l'ebr. , Dio mio: cfr. Com.
   Lips. in, 720. Mooke, Critic., 487 e seg. Nel luogo Par. xxvi, 134, molte edizioni moderne leggono El, lezione che non ha l'appoggio di verun codice attendibile (cfr. J). El = Dio, fu secondo Dante, la prima parola profferita da Adamo; Vulg. El. I, 4, 22.
   Elefante, dal lat. eleplias, e questo dal gr. iXscpag, Grande e grosso mammifero dell'ordine dei pachidermi, fornito di una lunga e forte proboscide, e di due lunghissime zanne di pure avorio, che divise dall'animale servono per lavori di gran pregio. Vive nei paesi dell'Africa e dell'Asia, ed è addomesticabile; Inf. xxxi, 52.
   Eleggere, dal lat. eligere: 1. Scegliere, Prendere, di propria volontà, fra due o più partiti, condizioni, stati, e simili, quello che o si giudica migliore, o piace più; Conv. ìv, 17, 75.-2. E per Scegliere, e propriamente fra due o più cose, luoghi, e simili, quello che si giudica più adatto, conveniente, opportuno, al fine che altri si è proposto, o che meglio sodisfa al proprio talento; Inf. xii, 60; xx, 92. Par. xi, 44. Conv. i, 8, 5. - 3. Per Deliberare, Volere pensatamente, Statuire, e simili; Inf. xxiv, 23. Conv. ìv, 5, 15.-4. E per Scegliere che alcuno fa, in virtù della potestà propria, fra più persone quella o quelle che giudica più degne di un dato grado, ministero, ufficio, stato, e simili, ovvero più idonee al fine voluto. Talora il ministero, l'ufficio, o il fine, si sottintendono; Inf. i, 129; xxii, 38. Par. xii, 72; xxv, 114; xxix, 47.- 5. Detto di popolo raccolto in assemblea o comizio, di qualsivoglia collegio, congregazion di persone, e simili, vale Nominare, Scegliere, a una particolare dignità, ufficio, carica, magistratura, mediante suffragj dati nelle forme prescritte o permesse dalla respettiva legge o statuto. Con-