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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Egloghe (li Dante    stesso si pospone; Inf. xxxii, 105. - 13. Lui, talora vale Sè ; Purg xxiv, 65 (in questo luogo però invece della volgata di lor fanne schiera, parecchi ottimi testi hanno in aer fanno schiera).
   Egloghe di Dante. Trovandosi l'Alighieri a Ravenna, nella primavera del 1319, Giovanni del Virgilio, celebre poeta e professore di umane lettere a Bologna, lo invitò con un carme latino a venire in quella città, dandogli lode della Div. Com., ma biasimandolo in pari tempo per averla dettata in volgare anzi che in latino, esortandolo ad acquistarsi l'alloro con poemi latini, dei quali gli suggeriva ingenuamente alcuni argomenti. Dante gli rispose con un'egloga latina, lodandolo de' suoi studi poetici e dichiarando, che sdegnava di prendere la Corona a Bologna, città avversa all'Impero, e che desiderava di cingere il suo capo solamente col patrio alloro, quando avrebbe pubblicato per intero il Poema Sacro. Il professore Bolognese gli riscrisse con un'egloga, commendandolo per aver cantato in dolci versi latini, confortandolo a darsi pace ed a sperare di poter presto rimpatriare, e rinnovando l'invito di recarsi intanto a Bologna, dove i dotti lo aspettavano desiderosi. Dante gli rispose con una seconda egloga latina, che sdegnava di andare a Bologna, adducendone le ragioni. Con queste due egloghe il Poeta fece rivivere nella letteratura la poesia bucolica, mort a sin dai tempi di Virgilio.
   Le eglogle sono ricordate dal Boccaccio : << Compose il detto Dante due Egloghe assai„belle, le quali furono intitolate e mandate da lui per risposta di certi versi mandatigli, al maestro Giovanni del Virgilio. » E il Bruni: « In versi scrisse alcune Egloghe. » Ad onta di queste testimonianze l'autenticità delle Egloghe fu impugnata da parecchi eruditi, ultimamente, ma con poca gravità di argomenti dal pfiompt (CEuvres lat. de D., 45 e seg.), mentre altri la difesero più o meno felicemente. Cfr. Macrì-Leone, La Bucolica latina nella letterat. ital. del sec. XIV, Torino, 1889. Belloni nel Giorn. stor. della letterat. ital., voi. xxn. Bullet. della Società Dantesca ital., N. S., i, 142.
   Queste egloghe furono pubblicate per la prima volta nella Raccolta: Carmina illustrium poetarum, Fir., 1719-27. Ripubblicolle, insieme colle due epistole missive di Giovanni del Virgilio, il Dio-Nisi nel quarto de' suoi Aneddoti (Verona, 1788). Tra le altre edizioni, oltre quelle del Fraticelli e del Giuliani (cfr. art. Edizioni II), sono degne di menzione: Joannis de Virgilio et Dantis Aligerii Eclogce. Edidit Jo. Caspar Orellius, Zurigo, 18;59. I versi latini di Giovanni del Virgilio e di D. Al. recati in versi ital. ed illustrati. Col testo a fronte e con note da Fil. Scolai;!,