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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Egli
   terrena; Purg. n, 46 (con allusione al Salmo cxm); Par. xxv, 55. Secondo Ugo da S. Vittore (In Genes., lib. in, c. 1) Egitto s'interpreta tenebre e vale II secolo, non in quanto gli uomini vi vivono, ma in quanto vi vivono male; oppure Questo mondo sito nelle tenebre dell' ignoranza e nel caldo della carnale concupiscenza (De Arca Moral., lib. iv, c. 9). Cfr. Conv. n, 1, 44 e seg.; il, 15, 15. Mon. il, 9, 25. Epist. Kani, vii, 105 e seg.
   Egli, Ei, E% Pronom. masc. che nel plur. fa Eglino, ed anche poeticam. Ei, Egli ed E'. Serve ad accennare la terza persona, ma solamente come soggetto, facendo, allorché è compimento, nel singolare Lui, e nel plurale Loro ; e vale Quest' uomo, ed altresì Quell'uomo. Deriva dal lat. ille, per mezzo dell'antiquato Elli ; e Lui, secondo alcuni deriva da illius, o secondo altri, da illui, forma arcaica di Mi, e Loro deriva da illorum. Nelle opere volgari di Dante si trova ad ogni pagina; nella Div. Com., secondo un calcolo approssimativo, circa 1200 volte. 1. Come soggetto; Inf. n, 20; ni, 13; IV, 34; x, 31, ecc. - 2. Egli, sia nelle proposizioni interrogative, sia in costrutto con un gerundio o participio, si suole comunemente porre dopo il verbo di cui è soggetto, o dopo il participio. E se il tempo del verbo sia composto, allora Egli ordinariamente si frappone tra le due voci componenti quel dato tempo; Inf. vi, 104; x, 68, ecc. - 3. Ei si trova usato per A lui, Gli; Inf. x, 113. Purg. xii, 83. Par. xxix, 17 (dove però invece di Cìi' ei diletti, Com'ei piacque alcuni leggono Che i diletti, Come i piacque). - 4. Egli, talora si unisce coi pronomi Medesimo e Stesso per maggiore efficacia; Inf. ix, 58; xii, 69; xxxi, 76. Par. v, 133. - 5. Posto pleonasticamente, per maggiore evidenza od efficacia anche senza considerazione al genere ed al numero del soggetto della proposizione; Par. il, 52. - 6. E pure in modo pleonastico, preposto ai verbi impersonali o usati impersonalmente, e in proposizione interrogativa posposto; Inf. x, 97. Purg. vi, 28. - 7. Lui, e così il suo plurale Loro, serve ad accennare persona, come compimento oggettivo ; Inf. xxii, 151. Purg. i, 62. - 8. Usato come compimento indiretto, costruito con le varie proposizioni; Inf. in, 44. - 9. Usato anche a significare animali o cose, tanto come compimento diretto, quanto come compimento indiretto; Par. i, 104. Conv. iv, 20, 11.- 10. Allorché è costruito come compimento indiretto, si tace talvolta la preposizione A innanzi a Lui; Inf. i, 81; vii, 67; xix, 89; xxvm, 48; xxxiii, 121, ecc. - 11. Si usa, secondo proprietà latina, a reggere il verbo nell'infinito, ma più spesso dipende da altro verbo precedentemente espresso; Purg. xxx, 95. - 12. Usasi come soggetto d'un gerundio, in proposizione assoluta; e per lo più al gerundio