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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Durafoile-Durarc
per dolore ; Inf. ym, 65 ; xiv, 27. - 4. E per Lacrime ; Inf. xvn, 46 ; xxxm, 95.-5. E per Sensazione dolorosa, Doglia, Dolore fisico; Inf. in, 33. - 6. Poeticam., e in locuz. figur. Par. Vi, 66. - 7. E pur poeticamente per Pena afflittiva o dolorosa, Tormento, Martoro, e simili; Inf. ix, 111.-8. Nel luogo Inf. xxi, 132, alcuni prendono Duoli nel senso di Danni, Guai, Sciagure, mentre secondo altri Duoli ha qui lo stesso senso che il lat. dolus, e vale Inganni. I commentatori più antichi (Bambgl., An. Sei., Iac. Dant., Dan., Ott., Petr. Dant., Cass., Falso Bocc., An. Fior., ecc.) non danno veruna interpretazione. Benv., Buti, Serrav., Lomb., ecc., spiegano Duoli per Dolori, Guai. Barg. : « Fanno segnale di volerne ingannare. »-Bl. :« Io propendo a spiegare Duolo per: Dolo, lat. dolus, Perfidia, Tradimento, così usato dagli Antichi più d'una volta. (V. pure Orlandino, canto in, st. 39). »
Durabile, dal lat. durabilis. Che ha la proprietà di durare, Atto a non venir meno, Perpetuo; Par. xxvi, 129.
Duramente, In modo duro, Acerbamente, Aspramente, Fieramente. 1. Per Ferocemente e con persistenza, Con ostinata ferocia, Con accanimento; Inf. xxxii, 86.-2. E per Fortemente, Gravemente, e simili, usato parlandosi di qualità o condizioni morali e propriamente moleste; Vit. N. x, 6.
Durante, nome di battesimo del Poeta, abbreviato quindi in quello, sempre da lui e dagli altri usato, di Dante ; cfr. Pelli, § 5. Balbo, lib. i, c. 2. Fraticelli, Vita di D., p. 52 e 96.
Durare, dal lat. durare, Occupare spazio di tempo, Continuare ad essere per uno spazio determinato o indeterminato di tempo; detto di atto o fatto, stato o condizione, ufficio, e simili. Nella Div. Com. il verbo Durare occorre 19 volte, 6 neWInf. (i, 20; il, 59, 60; in, 8; XXiv, 6; xxv, 11), 8 nel Purg. (vili, 77; xi, 92; xvi, 77; xviii, 30; xx, 101 ; xxi, 85; xxvi, 113; xxix, 20) e 5 nel Par. (ìv, 19; Vii, 126; xv, 11, 18; xvi, 81). 1. Detto di affetto, passione, condizione morale, e simili; Inf. i, 20. Purg. vili, 77.-2. Usato senza alcuna determinazione di tempo, vale semplicemente Continuare, Perdurare; detto di atti, e di cose fisiche come morali; Purg. xxix, 20, Par. ìv, 19. - 3. Per Continuare nell'essere o nello stato primiero, Mantenersi o Conservarsi stabilmente, Non venir meno, Non perire; detto di cosa e usato così assolutamente, come con una designazione di tempo ; Inf. ni, 8; xxv, 11. Par. vii, 126. - 4. E figuratam. detto di cose sia fisiche sia morali, di consuetudini, istituzioni e simili ; Inf. li, 59, 60. Purg. xxi, 85. - 5. Detto di tempo, o di qualsivoglia spazio