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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Dolci no. Fra
   stoli, ed anche de' Fratelli apostolici. Spacciandosi per apostolo e profeta mandato da Dio, Fra Dulcino andava predicando la carità cristiana (che, a quanto sembra, egli stesso ed i suoi seguaci esercitavano a modo loro, cfr. Murat., Script. IX, 434 e seg.), e la comunanza di tutte le cose, anche delle donne. « Quilibet homo et quselibet mu-lier nudi simul possunt licite jacere in uno eodem lecto, et licite tangere mutuo unus alterum in ornili parte sui, et osculari se in-vicem sine omni peccato; et conjungere ventrem suum cum ventre mulieris ad nudum, si quis stimuletur carnaliter, ut cesset tentatio, non est peccatum;» Murat., Script, ix, 457. A Trento, dove erasi rifuggito, si guadagnò a compagna una giovane, bella e ricca Tridentina, di nome Margherita, colla quale egli affermava di convivere come con una sorella in Cristo, pur vivendo secolei in concubinato. « Tenuit, et secum ducebat Amasiam nomine Margaritam, quam dicebat se tenere more sororis in Christo provide et honeste. Et quia fuit deprehensa esse gravida, ipse et sui asseruerunt esse gravidam de Spiritu Sancto, » Murat., 1. c., 459. Discacciato da Trento, Dolcino si ridusse co' suoi compagni e seguaci tra i monti di Brescia, di Bergamo e di Como, ed andava predicando ovunque per la Lombardia, onde il numero de' suoi seguaci cresceva di giorno in giorno. « Convenerunt de diversis Mundi partibus homines et mu-lieres de secta ipsius Dulcini tot et tanti, quod fuerunt in numero mille quatuorcentum et ultra; » Murat., 1. c., 431. Ovunque perseguitato, si ritirò nel 1305 (oppure nel 130tJ, cfr. Murat., 1. c.) sopra un monte assai aspro « qui appellabatur Mons Zebellus, qui est super locum Triverii Dicecesis Vercellensis, nuuc vero propter incolatum dictorum hsereticorum appellatur Mons tìazzarum, sive Fratris Dulcini. » Clemente V gli bandì contro la crociata. Quindi un esercito di Novaresi, Lombardi, Savoiardi, Provenzali e Francesi pose l'assedio al monte, e finalmente, stretti dalla neve e dalla fame, Dolcino e i suoi furono presi il 13 marzo 1307, ed il 2 giugno dello stesso anno Dolcino, Margherita e più altri della setta furono ar® vivi a Novara. « Margarita prima fuit combusta super quadam columna alta posita in arena servi, et piantata ibi, et ordinata, ut ab omnibus videretur. Et ita combusta fuit presente ipso Dulcino vidente comburi eam. Postmodum Dulcinus, et Longinus pnedicti, ligatis manibus et pedibus ipsorum, super plaustrum positi, in loco alto, ut ab omnibus videri possent, positisque ante eorum conspectum vasibus igne plenis ordinatis ad calefaciendum tenabulas, et com-burenduin carnes ipsi, adhibitisque carniticibus, qui cum tenalibus ferri candentis carnes eorum laniabant, et frustatim in ignem po-nebant, ductique fuerunt per plures vias, ut eorum pcena longior et gravior esset; » Murat., 1. c., 440. Cfr. Historia Dulcini He-