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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Divieto
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terra, campagna, e simili; o singolarmente a regione, paese, e simile, respettivamente alle proprie parti: e detto di ciò che s'interpone fra essi, ed altresì di ciò che sia delineato o immaginato in tale conformità; Conv. tu, 5, 87. - 6. Per Partire intellettualmente o col ragionamento, Distinguere; Purg. xvil, 112. Conv. n, 13, 57; in, 9, 18.-7. E per Distinguere in Parti, Scompartire; Conv. iv, 23, 82. - 8. In forma di Neut. pass. Distinguersi in parti, in classi, e simili: Esser distinto in date parti, Constare di esse; Conv. ìv, 3, 18; ìv, 10, 22. - 9. E per semplicemente Discordare d'opinione, Dissentire; Par. xxviii, 133. - Cfr. Diviso.
Divieto, dal lat. velare, Comandamento di non fare checchessia, o di astenersi da checchessia, dato da chi ne ha la legittima potestà; Proibizione. 1. Per similit. detto di disposizioni e prescrizioni divine; Purg. ni, 144; x, 36. - 2. Figuratam. e poeticam., per Esclusione; Purg. xiv, 87; xv, 45. Nel primo di questi due luoghi, al quale il secondo serve di spiegazione, quasi tutti i codd., colla gran maggioranza dei comm. e delle ediz., hanno di consorto divieto, cioè Esclusione di compagno. Invece la Cr. e sue seguaci leggono di consorto 0 divieto, che il Biag. spiega: « Perchè poni il cuore in quei beni, nei quali bisogna necessariamente aver consorto, cioè compagno, il che promuove l'invidia, non potendo passare in molti se non minuzzati; o nei quali esser deve divieto di questi stessi beni, vale a dire esclusione dai medesimi, onde gli esclusi diventano poveri, il che pur produce l'invidia. » Gli antichi: Lan.: « Perchè hai tale invidia ch'elli è bisogno ch'abbi conforto, cioè simile tu lo divieti, cioè non la vuoi, anzi odi a chi a grado può venire >> (?). -Ott.: « 0 uomini, perchè ponete il cuore alla invidia, per la quale tu divieti et odj coloro, che di necessitade debbono essere tuoi consorti : non pure uno puote avere tutti li onori, e tutte le felici— tadi. » - Benv.: « Quasi dicat, in temporalibus bonis, qua} simul a pluribus possideri non possunt, quod non accidit in seternis ; ideo in possessione temporalium oportet non habere consortem, idest, so-cium. »- Buti: « In questi beni temporali, che non si possano avere tutti da uno, se tutti li altri non sono privati d'essi. »- Serrav. : « Quare ponis cogitationes tuas in bonis temporalibus, que non possunt lete possideri cum sotietate, quia quilibet vellet habere totum, et cum nullo dividere vellet, et si unus haberet totum, alter nihil possideret. » - Land. : « Riprende gli uomini, i quali pongono la mente, et la cogitatione, et l'affetto ne' beni temporali, et transi-torj, et ne' quali è questa conditione, che alcuno non li può havere, se un altro non ne è privato.... Adunque vorrebbe l'invidioso privarne altri, per havergli tutti per sè. Dove è mestier, cioè, ne' quali