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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Diva-Diventare
diurno, Fiamma o Luce diurna: sono locuzioni, più che altro poetiche, usate a indicare II sole, e II calore o La luce che da esso derivano; Purg. xix, 1.
Diva, dal lat. diva; voce poetica. 1. Lo stesso che Dea; Par. xvm, 82. - 2. E detto poeticam. di qualsivoglia essere, a cui si attribuiscano qualità e persona di Dea; Par. iv, 118.
Divallare, Neut. e Neut. pass., propriamente Andare a valle, Venire a valle; ma in più largo senso vale Scender dall'alto al basso, Scorrer giù, detto più che altro di acque; Inf. xvi, 98.
Divellere, dal lat. divellere, Svellere, Strappare; riferito a piante, erbe, peli, o altro, che si spicchi o si sradichi del tutto, o ad un tratto e con una certa forza. 1. Riferito a persona, per Distaccare, Rimuovere, donde che sia o da altra persona; e propriamente con violenza; Par. xxvil, 98. - 2. Neut. pass., detto di persona, per Distaccarsi, Spiccarsi, Allontanarsi, da un luogo o da altra persona; Inf. xxxiv, 100. (Cfr. Disveli/ere).
Divenire, dal lat. devenire, che vale Scendere o Venire ad un luogo: Farsi diverso da quello che era, variando nella sostanza o natura, o negli accidenti; Ridursi da una data natura, condizione, e simili, ad un'altra diversa; Venire ad essere ciò che il compimento esprime. Detto così di persone, come di cose materiali e immateriali; e talvolta per proprietà di lingua vi è aggiunta la particella Si pleonastica. Questo verbo, nelle diverse sue forme e nei diversi suoi significati, si trova nella Div. Com. 28 volte, 14 neinV?/. (xiv, 76; xvit, 88; xvm, 68; xx, 41; xxiv, 102; xxv, 70, 75,136; xxvi, 98; xxx, 4, 38; xxxiv, 22, 27, 91), 8 nel Purg. (ii, 9; in, 46; vi, 27; xiv, 139; xxv, 61; xxvi, 62; xxvit, 14; xxxiii, 39) e 6 nel Par. xiii, 62; xxn, 57; xxvil, 13, 14, 50; xxx, 90).-1. Detto di persona; Inf. xx, 41. Purg. xxv, 61. - 2. Divenire tale o tale, denota Venire ad avere, prendere, ricevere, sia durevolmente, sia temporaneamente, una data condizione o qualità; Farsi tale, quale è espresso dal predicato. Detto di persone: Inf. xxxiv, 22. Purg. xxvn, 14. Detto di cose materiali: Purg. il, 9.-3. E conforme al suo senso etimologico, usato per Venire, Arrivare, Giungere; Inf. Xiv, 76; xvm, 68. Purg. ni, 46.-4. E in forma di Sost., per L'atto del divenire; Purg. vi, 27.
Diventare, dal lat. deventum, supino di devenire: Lo stesso che Divenire; ma spesso denota maggiore intensità, e accenna a subitaneità nell'azione; Inf. xxv, 116. Purg. i, 6; il, 69; in, 141;