Stai consultando: 'Enciclopedia Dantesca Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L', Giovanni Andrea Scartazzini

   

Pagina (626/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina      Pagina


Pagina (626/1180)       Pagina_Precedente Pagina_Successiva Indice Copertina




Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

Digitalizzazione OCR e Pubblicazione
a cura di Federico Adamoli

Aderisci al progetto!

   
[Home Page]




[ Testo della pagina elaborato con OCR ]

   616
   Distinzione
   Distinzione, dal lat. distinctio, L'atto e L'effetto del distinguere. 1. Separazione ideale delle cose, secondo le proprietà loro o per altra cagione concepita dall'intelletto; ed altresì II distinguere tra idea e idea, tra proposizione e proposizione, tra uno e un altro punto di una questione, e simili ; nel qual senso è maniera più che altro propria del linguaggio logico; Par. xnr, 109, 116;xxix, 30. Conv. li, 14, 55. - 2. In senso concreto, per La cosa distinta, separata; Par. il, 119.
   Il Diz. tomist. e scoi., 50 e seg. : « Distinctio si fa, quando un vocabolo equivoco si risolve nei varii suoi significati. Per es. Foca, che è nome di un imperatore e di un pesce. - Distinctio assoluta, si dà fra due cose, delle quali nissuna è un modo dell'altra; oro e pietra. - Distinctio modalis è quella che ha luogo fra la cosa e il suo modo, come fra il corpo, e la sua figura. - Distinctio adce-quata ha luogo fra un tutto e un tutto, per es. fra sole e luna-, inadccquata, fra il tutto e la sua parte, per es. fra la mano e uno dei diti. Questa denominasi pure distinctio includentis et inclusi. -Distinctio realis entitative, o absolute, o stride, è quella, che si dà fra cosa e cosa, come fra Cesare e Pompeo. - Distinctio for-malis ex natura rei, è quella che ha luogo fra le formalitates (note essenziali e predicati di una cosa) di una cosa medesima; come Vanimalità e ragionevolezza dell'uomo. - Distinctio realis è quella che conviene alle cose indipendentemente dall'operazione dell'intelletto, come fra V anima e il corpo dell' uomo. - Distinctio rationis è quella, che conviene alle cose per l'operazione dell'intelletto, il quale le concepisce distinte, sebbene non sien tali da parte loro, come per es. gli attributi divini.- Distinctio rationis ratiocinantis, ha luogo quando la mente nostra concepisce distinto quello che da parte della cosa non è tale, senza fondamento però in essa a distinzione siffatta, sì che tutta la distinzione dipende dal raziocinante. - Distinctio rationis ratiocinatce si ha, quando la mente nostra concepisce le cose distinte, che non son tali veramente, ma che pure hanno in loro stesse fondamento a tal distinzione. Ciò avviene delle cose atte ad operazioni diverse, che il nostro intelletto non riesce ad afferrare con un solo e medesimo intuito, per es. il fuoco, che indurisce la creta e liquefa la cera. Si dice anco Fundamentalis distinctio rationis. -Distinctio virtualis propria et intrinseca, è l'equivalenza di una cosa indistinta a più cose distinte, in quanto son distinte, e verificano predicati contradditorii. Per es. Vanimale e il ragionevole nell'uomo, sebbene sieno uno e medesimo, e non abbiano attuai distinzione da parte della cosa, pure hanno in sè tal virtù, che l'uno di essi da parte della cosa è, e si dice simile al bruto, e l'altro non simile, come fosser due subietti distinti. - Distinctio virtualis im-