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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Disdegno
   Fior., le prime 4 ediz., Nidob., ecc., hanno non disdegnò, che è senza dubbio la vera lezione.
   Disdegno, da Disdegnare; 1. Movimento d'animo, il quale si approssima all'ira, e prodotto per lo più da cosa che sia o sembri ingiusta, turpe, o simile : comunemente Sdegno : Inf. vili, 88 ; ix, 88 ; xnr, 71; xxxii, 131. Par. xvi, 137; xxvi, 113; xxix, 89. - 2. Vale anche Dispregio, o semplicemente Non curanza. Onde le maniere Avere, o Tenere, a disdegno o in disdegno, che valgono Disprezzare, Tenere a vile, od anche semplicemente Non curare; e Recarsi a disdegno checchessia, vale Sentire onta, offesa, e simili; Inf.x, 63; xiv, 70. Sul primo di questi due luoghi, il quale è assai controverso, cfr. Bollett. della Soe. Dani, i, 179 e seg.; 192 e seg. D'Ovidio, Saggi erit., 312 e seg. Mazzoni, Due parole sul Disdegno di Guido Cavalcanti, Bergamo, 1894. Gli antichi vanno essenzialmente d'accordo. Cass. : « Quamvis magnus rimator fuerit in materno stilo, ta-men non delectabatur in poesia, sed potius in phylosophia. » - Bocc.: « Perciocché la filosofia gli pareva, siccome ella è, da molto più che la poesia, ebbe a sdegno Virgilio e gli altri poeti.» - Falso Bocc.: « Guido dispregiò Virgilio, cioè poesia; ma egli s'accostò e dilet-tossi in filosofia, e in questa iscienzia fu valente uomo. »- Benv.: « Guido, sicut et aliqui alii ssepe faciunt, non dignabatur legere poetas, quorum princeps est Virgilius. » -Buti: « Questo dice l'autore perchè Guido dispregiava li poeti, e Virgilio come li altri. » -An. Fior.: « 0 perchè Guido gli paresse che la scienzia sua fosse sì alta ch'ella avanzasse molto quella de' Poeti, o ch'egli non leggessi mai loro libri, parve ch'egli sdegnasse il libro di Virgilio.»-Serrav.: « Non fuit delectatus in poesi, quamvis philosophus magnus. » - Barg. : « Guido, uomo eccellente e litteratissimo, non si dilettava de' poeti, de' quali Virgilio fu principe, ma più si dilettava di filosofìa morale, ove nettamente si tratta della virtù, e più amava le istorie signorili, che non favole fanciullesche. » - Land.: « Quasi dica, perchè Guido vostro datosi tutto alla filosofia, non degnò i Poeti. » - Tal. : « Non vacavit circa poesim. » - Veli. : « Avendo Guido atteso alla filosofia, in che dicono essere stato molto eccellente, non curò de gl'ornamenti poetici, et quelli voler imitare. »- Gelli : Guido aveva avuto la poesia a disdegno, cioè non vi aveva mai dato opera, nè stimatola. » - Dan. : « Dando opera alla filosofia, non gli erano piaciuti i Poeti, come piacquero a Dante ». Bambgl., An. Sei., Iac. Dant., Lan., Ott., Petr. Dant., tirano via da questo luogo. Si può dunque affermare che tutti i commentatori per il corso di tre secoli andarono d'accordo nell' intelligenza ed interpretazione del relativo verso, la quale non vi sono ragioni sufficienti da considerare per erronea.