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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Discorso, dal lat. discursus, che nell'età bassa passò, dal suo primitivo senso di Discorrimento, a significare lo stesso che sermo, dissertatio ; Ragionamento. E per L'oggetto stesso, o materia del discorso, del giudizio; Purg. xxix, 49.
   Discorso, lo stesso che Discorrimento; detto di cose materiali, per II percorrere, che esse fanno, lo spazio; Conv. ili, 9, 55.
   Discosceso, da Discoscendere; detto di luogo, vale Scosceso, Dirupato; Inf. xn, 8; xvi, 103.
   Discovrire, e suoi derivati; cfr. Discoprire e suoi derivati.
   Discretamente, In modo discreto, ossia giudizioso e savio, Con discrezione, Con discernimento, e simili ; Conv. i, 2, 48. Nel luogo Par. vii, 96 è da leggere distrettamente, non già discretamente, come hanno alcune edizioni.
   Discretivo, dal basso lat. discretivus, Atto ad infondere discrezione, Che induce discernimento; Conv. i, 11, 29.
   Discreto, dal lat. discretus; 1. Che ha discrezione, ossia retto discernimento, Che ha senno, Prudente, e simili; Inf. xxxi, 54. - 2. E aggiunto di scienza, discorso, e simili, usato per Opportunamente i considerato, Ben pensato, Chiaro; Par. xn, 144. - 3. E, parlandosi di cose materiali, per Ben distinto; Conv. ili, 9, 109.
   Discrezione, dal basso lat. discretio, Separazione, Distinzione. 1. Facoltà della mente, per la quale l'uomo discerne e giudica con dirittura, Retto criterio; Conv. I, 11, 15. - 2. Vale pure Savia e considerata moderazione così negli atti, come nelle parole, non solo secondo l'onestà e la giustizia, ma conformemente alla convenienza, all'opportunità; Discretezza; Conv. in, 10, 59 e seg. - 3. E ! poeticam. per Parte distinta, Spartimento; Par. xxxil, 41.
   Discrivere, e suoi derivati ; cfr. Descrivere e suoi derivati, t
   Discutere, lat. discutere, Esaminare diligentemente dibattendo, per lo più con altri, il prò e il contro di negozj, di punto controverso, di questioni, e simili; Mon. ni, 2, 1.
   Disdegnare, dal lat. dedignari, mutata la particella de in dis; Avere a sdegno, a vile; Non reputar degno di sè, Giudicare vile; Purg. ix, 27. Par. xxxm, 6, nel qual luogo alcuni (Aid., Burgofr., Gioì., Bovili., Sessa, Cr., ecc., Buti, Land., Veli., Dan., ecc.) leggono non si sdegnò, mentre il più dei codd., Lan., Ott., Benv., An.