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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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Discendenti
dieci fiorini d'oro. Altre notizie di lei non si hanno; cfr.Pellt, 109, nt. 54. Fraticelli, Vita, 302. Recentemente si sollevarono dei dubbi sulla esistenza di questa figliuola di Dante, apponendo al Pelli (primo a pubblicare il relativo documento, ora smarrito) un errore
0 credendolo ingannato da qualche canzonatore (Ricci, Ultimo Bi-fugio, 214 e seg.). Trattandosi però non già di nn singolo documento, ma di « un libro d'Entrata ed Uscita del 1350 tra gli altri esistenti nella Cancelleria de' Capitani di Or S. Michele riposto nell'Armadio alto di detta Cancelleria, » nel quale « si legge a pag. 30 » la notizia relativa, è appena ammissibile che il Pelli cadesse in errore, e molto meno che fosse « ingannato da qualche canzonatore. » Canzonatori non fabbricano libri d' Entrata ed Uscita conservati in una cancelleria, onde sino a prova contraria l'esistenza di Beatrice figlia di Dante e monaca in Ravenna è da considerarsi come un fatto acquisito dalla storia. L'opinione di un matto, che questa Beatrice fosse una figlia illegittima del Poeta, è inattendibile. Ad una bastarda di Dante i Capitani di Or S. Michele non avrebbero certo mandato un sussidio a Ravenna. - Di Antonia si ha una sola notizia in un documento del 3 novembre 1332, dal quale risulta che in quel tempo era tuttora vivente (cfr. Bollettino della Soc. Dant. Ital. i, 8, 13 e seg.). - Iacopo si addisse nella sua gioventù al clero e nell'8 ottobre 1326 prese dal vescovo di Fiesole
1 due primi ordini clericali, quindi ebbe il canonicato di una pieve di San Giorgio nella diocesi di Verona. Più tardi spogliò le vesti ecclesiastiche, avendo combinato un matrimonio con Iacopa di Bi-gliotto degli Alfani, il qual matrimonio sembra però che non avesse mai effetto (cfr. Imbriani, Studi, 531 e seg.). Nel 1342 riscattò i beni del padre che erano stati confiscati (cfr. Del Lungo, Esilio di D., 158 e seg.). Cessò di vivere qualche tempo dopo, poiché nel 1349 era già passato ai più. La sua discendenza maschile si spense ne' suoi figliuoli; sua figlia Alighiera ebbe nn nipote, Manfredo di Bernardo Manfredi. A Iacopo si attribuisce un breve e magro commento della Div. Coni. (Chiose alla cantica dell'Inf. ora per la prima volta date in luce, per cura di Lord Vernon, Fir., 1848, voi. di xri e 122 pag.). - Pietro si stabilì a Verona, dove fu giudice e ripetute volte vicario del Potestà (Pelli, 38. Maffei, Verona illustr., ti, 394). Morì nel 1364 a Treviso. Gli è attribuito un erudito Commento all'intiera Div. Com. (ed. Vernon, Fir., 1845), che probabilmente è roba sua. La sua discendenza si estinse nel secolo XVI con una Ginevra, maritata nel 1549 al conte Marcantonio Sarego di Verona. La nobile famiglia dei Sarego-Alighieri di Verona può vantarsi di discendere per linea materna dal sommo Vate (cfr. Serego-Alighieri, Dei Serafico e dei Serego Alighieri, To-