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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Dire-Diretro
   585
   28. Usato innanzi all'orazione diretta, o frappostovi, o soggiuntovi; Purg. ix, 114; xi, 133.-29. Usato anche come cominciamento d'un discorso, dopo un qualche preambolo o simile avviamento a ciò che si vuol dire; Conv. iv, 3, 28. - 30. Serve altresì alla continuazione del discorso; ed anche a ripigliare il filo del discorso stesso; allorché sia interrotto da qualche digressione; e in questo secondo ufficio è usato più che altro nella prima persona del Presente dell'Indicativo ; Inf. vili, 1. Conv. i, 10, 17.
   31. Dire in forma di Neut. pass., vale Prendere il nome, il cognome, l'appellazione, e simili; Par. xv, 91.-32. In forma di Neut. Significare con parole il proprio pensiero, Parlare, Favellare; ed altresì Parlare in pubblico, Perorare; Inf. iv, 64; v, 126. Purg. xxiii, 130. - 33. E per Comporre, segnatamente in poesia, Poetare; Vit. N. xxv, 22, 27. - 34. Costruito con la particella Di, vale Far parola, menzione, Dar ragguaglio, e simili, ed altresì Trattare, Ragionare, sia a voce sia in iscritto, di checchessia; Inf. i, 9. Conv. in, 11, 136. - 35. Che vuoi tu eh' io dica ? maniera usata allorché rispondendo altrui si è incerto di ciò che si deve dire o giudicare intorno a checchessia, e specialmente per annunziare, con una specie di figura del discorso, la gravità della cosa che si è per dire; Purg.
   xxiii, 97. - 36. Come dire, Come è a dire, Come sarebbe a dire, e simili, sono maniere dichiarative, ed equivalgono a Cioè, Per esempio; Conv. iv, 18, 30. - 37. Dico, Diciamo, sono usati per dichiarare e determinare ciò che innanzi è stato detto; Inf. iv, 66; Purg. ili, 43.-38. È a dire, È quanto dire, e simili, lo stesso che Vale, Significa, e simili; Conv. in, 10, 34. - 39. Voler dire, detto di parola, frase, o simile, vale Significare, Valere; Conv. iv, 6, 7.
   Dire, Sost. 1. L'atto del dire; ed altresì L'effetto del dire, ossia Ciò che uno dice o ha detto; Inf. ni, 80, 129; iv, 147; ix, 13; xiii, 55, ecc. - 2. E per L'atto del recitare, riferito a preghiera e simili; Purg. xxvi, 130.
   Diretauo, dal lat. de retro, La parte di dietro; Inf. xxv, 55.
   IMretato, dal basso lat. deheeritatus, Privato dell'eredità; Purg. xiv, 108.
   I>iretro, e talora anche Dirietro, voce adoperata 37 volte nella Div. Com., 7 nell'Ira/, (xiii, 124; xiv, 140; xx, 39; xxiii, 77; xxv, 115; xxvi, 117; xxxiii, 3), 19 nel Purg. (iv, 29; v, 3; vi, 5; ix, 69; x, 50, 72; xviii, 114, 133; xix, 97; xxii, 63, 128; xxiii, 19;
   xxiv, 59; xxvi, 66; xxvm, 145; xxix, 63, 143; xxx, 72; xxxi, 57) e 11 nel Par. (i, 35; li, 90; vi, 50; ix, 6; x, 101; xi, 47; xii, 83, 117? xvi, 75; xxi, 16, 132). 1. Prep., lo stesso che Dietro, così nel