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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Dionisio
   ossia della dottrina concernente gli Angeli. Onde Fra Giordano, Pred. in Genes vit, 40: «Degli angeli anticamente pochi Santi ne seppono. Santo Dionisio, che fu discepolo di San Paolo, questi ne disse quasi ciò che noi sappiamo; e credesi dalla Chiesa che l'avesse da San Paolo. » Le opere attribuite a Dionisio Areopagita furono pubblicate: Basilea, 1539; ed. P. Lausselius, Parigi, 1615; ed. B. Cor-derius, Anversa, 1634, Parigi, 1644, Venez., 1755, Brixiae, 1854, ecc. Tradotte da Darboy, CEuvres de S. Denys l'Areopag. traduites du Grec avec une introduction, Parigi, 1845. Cfr. Baumgarten-Cru-sius, De Dion. Areop., Iena, 1823. J. Niemeyer, Dion. Areop. doctr. phiìos. et theol., Halle, 1869.
   4. Dionisio fero, Inf. xii, 107, è il notissimo tiranno di Siracusa, figlio di Ermocrate, nato nel 431, morto nel 367 a. Cipresso gli antichi il tipo dei tiranni crudeli e scellerati; cfr. Vai,. Max., i, 1; ìv, 7; ix, 17. Plut., Dion., 5. Cic., Tusc. v, 21, 22. Diod. Sic., xiv, 15, 74. Alcuni si avvisano invece che nel luogo citato Dante intenda di Dionisio il Giovine, figlio dell'antecedente, successo al padre nel 367 a. C., detronizzato da Timoleone nel 343 a. C., quindi vissuto povero a Corinto; cfr. Diod. Sic., xv, 16. Plut., Dion. e Timo1. Justin. xxi, 5. La prima opinione sembra più probabile. -Bambgl.: « Dionisius fuit rex Sicilie, et ipsam et Siculos oppressit sub magna tirannide. » - An. Sei.: « Dionisio fu pugliese, e fu valentissimo e ingegnoso tiranno, e per forza di lunga guerra vinse la Cicilia con grande tirannia. Questi fu molto Aero e spietato uomo. » - Iac. Dant.: « Il ferocie Dioniso per lo quale con gran-disimo furore e forza lisola di Cicilia lungho tempo si resse. » -Lan.: « Questo Dionisio fu signore dell'isola di Cicilia: fu molto crudele^ fiero, e ragionasi che al suo tempo si portava per li latini barba, e costui tanto era fiero che non solo per ingiura d' altri elli li facea disconciamente torre la barba, ma eziandio la sua elli si bru-stiava co' carboni accesi. Era questo Dionisio di tanto sospetto che sempre dubitava d'esser morto, e fra l'altre guardie ch'elli faceva, era che s1 elli si giungeva a giacere con femina, e li segreti e palesi luoghi cercava temendo eh' elle non avesseno alcune arme o altro che li potesse offendere.» - Ott. : « Quest'è il crudele Dionisio infamato per tutto '1 mondo, e per tutte le scritture; questi non solamente predò le facultadi delli uomini, ma spogliò i tempj e le immagini delli Iddii.... Questi è colui, per la cui vita la vecchia pregava, per non vedere peggiore successore: fu pieno di tanta sospecione, che per tema de' barbieri si facea radere alla moglie; poi venendoli sospetta, non si radea la barba, ma la bruciava: femina, che a sè venisse per lussuria, cercava diligentemente, che non avesse ferri di qui alli segreti luoghi della natura: per paura infine si fuggì del