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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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cuzione, della comune origine delle creature da Dio, della grazia ed aiuto di lui, della suprema autorità, o simili; Conv. ìv, 16, 1.-15. Per Dio, è maniera, talvolta anche in costrutto con la partiticela Che, la quale propriamente serve al giuramento o alla ossecrazione, ma altresì ha forza semplicemente di asseverazione,ed anche di esclamazione; e vale In nome di Dio, Al nome di Dio. Talora anche con alcuno degli aggiunti convenienti al nome di Dio; Purg. XXili, 58. - 16. E vale pure Per amor di Dio, Per carità, in quanto si faccia, o coli'intendimento di fare, cosa grata a lui; nel qual senso costruiscesi spesso col verbo Dare o simili, ovvero Chiedere, Dimandare, e simili; Par. XXII, 83. - 17. La Dio grazia, La Dio mercè, e simili, sono maniere frapposte nel discorso, per riferire a Dio con animo grato la cosa della quale si parla; Inf. n, 91.-18. Piaccia a Dio, Piacesse a Dio, Eosse piaciuto a Dio, e simili, sono locuzioni desiderative o augurati ve, fondate nel concetto che da Dio e dalla volontà sua dipendono le cose umane; Conv. i, 3, 11; ìv, 11, 66 e seg. - 19. Se Dio t'aiuti, ti lasci, vi salvi, vi lasci, e simili, sono locuzioni deprecative, usate come modo cortese di rivolgersi altrui; Inf. xx, 19. - 20. Se piace a Dio, Dio concedente, e simili, sono locuzioni condizionali, con le quali l'uomo subordina al voler divino l'effettuarsi di cosa da sè sperata o desiderata; Conv. ,l, 5, 50 e seg.
21. Dio è altresì denominazione propria di Ciascuna delle divinità pagane, ovvero di Qualsiasi altra divinità. Accompagnasi per ordinario con l'articolo; e nel plurale fa, conforme al latino, Dei, e in poesia anche Dii; Inf. i, 72; xxxi, 95. Purg. xv, 98; xxi, 126. Par. i, 69. - 22. Riceve aggiunti in costrutto con la prep. Di, e se ne formano perifrasi, indicanti una data divinità mediante le sue speciali attribuzioni o alcun luogo particolarmente e comecchessia sacro ad esso; Conv. Il, 5, 31. -23. E per Ciò che alcuno a sè faccia supremo oggetto de' proprj pensieri, affetti, propositi; ed altresì Ciò in che alcuno riponga assoluta e baldanzosa fiducia; Inf. xix, 112.-24. Talvolta è preso in senso generico per Essere celestiale, divino; Inf. vii, 87. Par. v, 123. Conv. ìv, 20, 20. Cam. :« Le dolci rime d'amor, ch'io solia, » v. 114.
Sovente il nome di Dio è circonscritto, onde Dio è chiamato Alfa ed 0, Par. xxvi, 17 (cfr. Alfa); El, Par. xxvi, 136. Vuìg. FA. i, 4, 22. Eli, Purg. xxm, 74. Eiios, Par. xiv, 96. I, Par. xxvi, 134. Sommo Giove, Purg. vi, 118. Il primo Agente, Conv. i, 14, 24. L'Altissimo, Vit. N., Xlt, 29. Il primo Amante, Par. ìv, 118. L'Amor che governa, che quieta il cielo, Par. i, 74 ; xxx, 52. Il primo Amore, Inf. in, 6. Par. xxxii, 142. L'Amor che muove il Sole e l'altre stelle, Par. xxxiii, 145. Il verace Autore, Par.