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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Dio
   locuzioni, le quali sotto ciascuno di essi ricevono a' lor luoghi particolare dichiarazione; Purg. il, 29. Par. x, 140; xiii, 33.-3. Ed apposto a sostantivi che esprimono i naturali sentimenti o il culto dell'uomo verso Dio; Par. xxi, 114.-4. Nel medesimo costrutto apposto a sostantivi esprimenti cosa che viene da Dio, emana da lui, o simili; Purg. xxvm, 12-5; xxx, 142. Par. xxv, 63. -5. Figuratamente si attribuiscono a Dio qualità sensibili e corporee; e se ne formano anche locuzioni figurate; Par. iv, 45; xxm, 114; xxix, 21, 77. - 6. Quindi altresì lo attribuire a Dio sentimenti, disposizioni, affetti, facoltà, atti, umani; per significare in modo sensibile le relazioni di lui con le creature; Inf. xiv, 16. Par. v, 19; vii, 91 ; ix, 62; xxvii, 57. - 7. Dio, sia così da per sè, sia preceduto da interiezione e propriamente dalla interiezione Oh, sia accompagnato con alcun aggiunto conveniente alla divinità, o col possessivo Mio, ha forza di esclamazione, e talvolta anche d'invocazione, con significato e intendimento diversi, secondo le circostanze; Ball.: « Fresca rosa novella, » v. 21. - 8. A Dio, posto assolutam. è maniera salutativa, e propriamente di licenza o congedo, che scrivesi anche congiuntamente Addio; Purg. vili, 3. - 9. A Dio, coi verbi Darsi, Consacrarsi, e simili, o in locuzioni equivalenti, vale lo stesso che A vita spirituale, e più propriamente A vita religiosa e destinata al culto e al servizio divino; e talvolta anche semplicemente a pensieri di pietà, di pentimento, e simili; Purg. xi, 90. Par. x, 56; xxvi, 56. - 10. Come piace, o piacque, a Dio, Come, Quando, Dio vuole, o volle, e simili, sono maniere significanti Secondo che è, o che fu, disposizione o volontà di Dio; usato anche semplicemente per una certa enfasi ; Par. xxii, 95. - 11. Dio lodiamo, usato a modo di Sost., significa Quel cantico della Chiesa, che dalle parole Te Deum laudamus con le quali comincia suol chiamarsi Te Dcum. E si usò nella maniera Sonare a Dio lodiamo, che valeva Sonare a festa, e propriamente parlandosi di funzione religiosa fatta per ringraziare Dio di qualche prospero avvenimento; Par. xxiv, 118. — 12. Dio lo sa, Dio si sa, e simili, sono maniere di affermare efficacemente checchessia, quasi invocandone testimone Dio. E sono altresì locuzioni, le quali valgono, quasi per figura di reticenza, che chi parla non può tutto o adeguatamente dire, nè tutto o bene intendere o sentire chi ascolta; Par. ni, 108. - 13. Dio sia con voi, è maniera con la quale si augura ogni maggior bene, e serve pure come saluto o come congedo; Purg. xvi, 141. - 14. In Dio, usato come compimento, e specialmente d'alcun verbo, serve a varie locuzioni figurate, più frequenti nel linguaggio dei mistici e spesso bibliche, significative della unione dell'anima con Dio come sommo suo bene, della rassegnazione dell'uomo a' divini voleri o della loro fedele ese-