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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Disrnità-Digrignare 563
Spoglio e simili, di checchessia; detto anche di cosa; Purg. XV, 58. Par. II, 75; xvi, 135. - 5. Non esser digiuno di far checchessia, è maniera non comune, usata poeticam. a significare Averlo fatto altre volte; Inf. xvm, 42. - 6. Voler esser digiuno di checchessia, o di far checchessia, vale Desiderare di non avervi, o non avervi avuto, parte, di non averlo fatto, commesso e simili; Inf. xxyiii, 87.
Dignità, Dignitade e Dignitate, dal lat. dignitas; 1. Qualità, ed altresì Condizione o Grado, di persona che per qualsivoglia titolo morale o civile, o per l'essere proprio, sia degna di molta stima e rispetto nell'opinione comune; Par. vii, 82. Conv. ìli, 4, 25. - 2. E per Qualità o Condizione che rende insigne, eccellente, e simili; Prerogativa, Preminenza; riferito anche a cose; Par. vii, 86. Conv. i, 10, 38. - 3. E per Ufficio, Carica, Ministero, de' principali ; sia civile, sia ecclesiastico; Purg. xix, 131. Conv. in, 11, 80.
Dignitoso, dal lat. dignitosus ; Pieno di dignità, Che ha in sè, Che mostra, e simili, dignità, cioè contegno, decoroso, gravità. E poeticam. per Proprio di persona che abbia o senta gran dignità morale; Purg. in, 8.
Digradare, dal lat. degradare; 1. Andar gradatamente ristringendosi o assottigliandosi, Andare di grado in grado scemando di larghezza, di circuito, di volume, Andare d'un grado in altro; Purg. xxii, 133. Par. xxx, 125, nel qual luogo invece di digrada parecchi testi hanno rigrada. - 2. Detto di persone, vale Stare, o Porsi, le une sotto le altre, in gradi o giri via via più bassi e più stretti; Par. xxxii, 14.-3. E per Scendere, Discendere, passando d'uno in altro grado; Inf. vi, 114.
Digredire, dal lat. digredì, Discostarsi dal proprio soggetto del discorso, Far digressione; Par. xxix, 127.
Digressione, dal lat. digressio, Tralasciamento del proprio soggetto del discorso per parlar d'altra cosa, che però in qualche modo a quello si riferisca; Purg. vi, 128. Conv. n, 9, 37.
Digrignare, probabilmente voce onomatopeica, nella quale può avere influito il vignare o ringhiare; forse dall'ant. ted. grin-jan, che vale lo stesso. Cfr. Diez, Wórt. i3, 224 s. v. grinar. 1. Mostrare e arrotare rabbiosamente in atto di mordere ; riferiscesi ai denti, e dicesi propriamente del cane, e per estensione anche di altri animali. E per similit., detto di persona che dimostri ira o rabbia contro alcuno, o per checchessia; Inf. xxi, 131. - 2. In forma di Neut., Digrignare i denti; detto per similit. di persona; Inf. xxi, 134; xxii, 91.