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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Difleio-Digiuno 561
Dificio, dal lat. cedificium, Afèresi ovvia agli antichi, per Edifìcio. 1. Fabbrica, Cosa edificata; Purg. xxxii, 142, nel qual luogo Dificio santo è detto il Carro mistico, figura della Chiesa. - 2. E per Macchina stravagante, Trabiccolo; Inf. xxxiv, 7. - « Sebbene appresso gli antichi si trovi talora dificio per edificio, cioè fabbrica o muraglia, tuttavia quella voce era usata più propriamente e quasi sempre a significare ordigno, macchina costruita ingegnosamente, e in senso di fabbrica scriveano edificio; » Nannucci, Man. delia lett. ital. il2, 412, nt. 12.
Digestivo, dal basso lat. digestivus, Che digerisce, Che opera, o Per cui si opera, la digestione; Conv. ìv, 9, 28.
Digesto, forma antica e poetica, per Digerito, dal lat. dige-stus; 1. Partic. pass, di digerire, Concotto e smaltito, essendo convertito, mediante i sughi gastrici, in sostanza acconcia alla nutrizione; riferito a cibi e bevande; Purg. xxv, 43. -2. E in locuzione figurata; Par. xvii, 132.- 3. E pure figuratam. e poeticam., per Reso chiaro o manifesto, Schiarito, e simili; Par. xxv, 94.-4. E poeticam., parlandosi di persona, vale Disposto a far checchessia; Par. x, 55. « Imperò che lo cibo digesto si dice disposto al notrimento del corpo, e così digesto si dice lo cuore umano quando è disposto, A divozione; cioè a la donazione a Dio; » Buti.
Digesto, dal lat. barb. digestum, e questo dal basso lat. plur. digesta; Raccolta dei responsi de'più celebri giureconsulti romani, compilata per ordine dell'imperatore Giustiniano, che le diede forza di legge ; Conv. ìv, 9, 64. Mon. n, 5, 5. La seconda parte del Digesto si chiamava Inforziato; Conv. ìv, 15, 130.
Digiunare, dal lat. de, e dal basso lat. jejunare, elisa la prima sillaba; oppure da jejunare, dal quale si fece gigiunare, e per afèresi giunare, quindi, mutato per eufonia il g in d, digiunare. Vedi pure Diez, Wòrt. i3, 214 e seg. s. v. giunare. 1. Astenersi dal cibo per l'intera giornata o per gran parte di essa, ed altresì Alimentarsi parcamente e astenendosi da alcuna sorte di cibi, come le carni e latticini, in giorni e tempi comandati da legge religiosa, e volontariamente anche in altri, a fine di mortificare il corpo; Par. xxvii, 130. - 2. Familiarmente, e in modo per lo più scherzevole, vale Non mangiare, Stare senza mangiare, ovvero Cibarsi assai meno del bisogno, contro la propria volontà; Purg. xxm, 27.
Diginno, lat. jejunium ; Sost. 1. Astinenza dal cibo, Il digiunare, sia per precetto religioso, sia per propria volontà; Purg. xxiv, 23. Par. xxii, 89. - 2. Figuratam. e in locuz. figur., vale
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