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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169

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a cura di Federico Adamoli

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   Detto-Devotamente
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   codd., le ediz. Nidob., Pad., Viv., Quattro Fior., Mauro Ferr., Witte, Fanf., Moore, ecc., ed i comment. Cass., Buti, Lomb., Portir., Costa, Ces., Wagn., Borg., Br. B., Frat., Greg., Andr., Triss., Cam., Frane., Com., Poi., ecc. Altri leggono invece in su la destra coscia. Così col Vat., Vienn., Stocc. ed altri codd., gli edit. Folig., Tesi, Mant., Nap., Aid., Burgofr., Gioì., Rovil., Sessa, Cr., Com., Bion., De Bom., Fosc., ecc.; ed i comment. Ott., Benv., Serrav., ]Mnd., Veli., Boi., Vent., Pogg., Biag., Tom., Mart., Bennass., ecc. Dante dice che Beatrice era pur, cioè ancor sempre, ferma su quella coscia; e prima, nel v. 61, aveva detto che era In su la sponda del carro sinistra ; nè egli fa un cenno che da quella sponda Beatrice passasse alla destra. Sembra quindi evidente che detta è la vera lezione.
   Detto, Sost., dal lat. dictum; 1. Ciò che alcuno dice, Parola; Inf. xxix, 125. Conv. iv, 15, 76.-2. Poeticam., per Ciò che si contiene nel detto; Concetto, Pensiero; Purg. vi, 33; xxxiii, 75. Conv. iv, 18, 20. - 3. E per Complesso più o men lungo di parole, Discorso; e talvolta anche semplicemente, Affermazione, Proposizione; Inf. x, 76; xxvi, 75. Par. xiii, 109. - 4. Nel plur., per Componimenti in versi, Lavori letterari, Scritti; Purg. xxvi, 112.
   Deturpare, dal lat. deturpare, Far divenire sconciamente brutto, Guastare in mal modo l'originale bellezza di una cosa; e per estensione, Guastare comecchessia, Insozzare, Imbrattare. Detto figuratam. Par. xv, 147.
   Deus veneruiit gentes, parole colle quali incomincia il Salmo lxxviii : « 0 Dio, le nazioni sono entrate nella tua eredità, hanno contaminato il Tempio della tua Santità; hanno ridotta Gerusalemme in monti di ruine. » Il Salmista piange in questo Salmo la desolazione della santa città e le orribili stragi fatte dagli As-sirii e dai Babilonii in Israele. Dante applica queste parole alle miserie della Chiesa, raffigurate Purg. xxxn, 106-160. Per lui le genti sono il gigante e la meretrice, V eredità di Dio è il popolo cristiano, il Tempio è il Carro, figura della Chiesa; Purg. xxxiii, 1.-« Illa verba prophetica Psalmistse vera propbetia sunt prsesentis status Ecclesia; » Petr. Dant. E già i SS. Padri avevano osservato che in senso allegorico si deplorano nel detto Salmo le persecuzioni sofferte dalla Chiesa e dai fedeli in tutti i tempi, e s'invoca la vendetta di Dio sugli empi oppressori.
   Devotamente e Divotamente, Con devozione o divozione, In modo devota o divoto; Purg. vili, 13. Par. xxii, 12, 121.