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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
Degnamente-Dejanira
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Degnamente, In modo degno, In maniera e misura conveniente al merito, alla qualità della persona o della cosa; Par. xxxii, 72. Vit. N. xiv, 9. Conv. iv, 10, 46.
Degnare, Neut. e Neut. pass., dal lat, dignari ; 1. Compiacersi per benignità, per grazia, favore, e simili ; Purg. i, 84. Par. xn, 138. - 2. E in senso ironico; Purg. xxx, 74. - 3. Att. Stimare, Reputare, degno; ed altresì Fare, Rendere, degno di checchessia; Purg. xxi, 120.
Degno, dal lat. dignus; Add. usato sovente nelle opere volgari di Dante. Nella Div. Comm. si trova 38 volte, 8 xieWInf., 14 nel Purg. e 16 nel Par. - 1. Che per le qualità sue, per gli atti, i costumi, e simili, merita ciò che è determinato nel suo compimento, e più specialmente lode o biasimo, premio o pena, onore o disprezzo, e via discorrendo; Meritevole; ed è anche usato senza compimento alcuno; Inf. vi, 79; xiii, 75; xx, 104; xxvi, 70. Purg. 1,32; v, 21; vii, 5, xx, 117. Par. v, 128; vi, 34; xn, 42; xiii, 82, ecc.-2. E detto di cosa, atto, pensiero, affetto, e simili; Par. xxxi, 23. Conv. iv, 5, 134. - 3. Detto di persona, e riferito a ufficio, grado, ministero, opera, e simili, vale Che è meritevole che le sia affidata, concessa; usato in poesia anche con la particella A invece della particella Di ; Inf. i, 122 ; il, 33, ecc. - 4. E per Giusto, Conveniente, e simili; usato di solito assolutam. nella maniera Esser degno ; Purg. xi, 5. Par. xn, 34. - 5. E detto di persona, vale Insigne, assai stimabile, Meritevole di onore, per virtù, dottrina, autorità, e simili; e più genericamente, Che ha egregia qualità; Purg. in, 100; xxix, 151.
Deli, equivale al quceso dei Latini. Forse dal lat. hee, rinforzata con l'aggiunta della d; oppure dal lat. dee, forma del vocativo di deus, talora usata dagli scrittori della bassa latinità. Interiezione ed Esclamazione, che serve ad esprimere diversi affetti e movimenti dell'animo, come raccomandazione, preghiera, desiderio, meraviglia, compassione, dolore, pentimento, e simili; come pure a dimandare istantemente, ovvero con lusinga; Inf. x, 94; xix, 90; xxi, 128. Purg. v, 51, 85, 130; xi, 37; xxiii, 49, 112; xxvm, 43. Par. ix, 19.
Del, cfr. Dio.
Dejanira, figlia di Oeneo, re di Etolia, e di Altea, sorella di Gorgone e di Meleagro. Fu sposata da Ercole, che combattè per lei contro Acheloo. Il centauro Nesso che la portava in groppa per farle traversare il fiume Eveno, tentò di sedurla, onde fu ucciso da Er-