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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
llanmito-Dante 523
provare; ed anche semplicemente Disapprovare; riferito così a cosa come a persona; Conv. IV, 1, 37.
Dannato, lat. damnatus; 1. Partic. pass, di dannare, Condannato; Inf. v, 38. - 2. In forma d'Add., per Condannato all'Inferno, Che soffre le pene infernali; Purg. xxii, 99. - 3. E in forza di Sost., Colui che è da Dio condannato all' Inferno, Colui che soffre le pene infernali; Purg. i, 48.
Danno, dal lat. damnum. Si noti che nella Div. Com. questa voce occorre 18 volte, sei in ognuna delle tre Cantiche. 1. Nocumento che venga all'uomo sia per opera d'altrui, sia per qualsivoglia altra cagione; Detrimento, Pregiudizio, Sventura; Inf. il, 110; xii, 106; xiii, 12; xxiii, 14; xxviii, 99. Purg. xm, 110; xiv, 67; xv, 47; xx, 78; xxxiii, 51. Par. iv, 109; ix, 6; xi, 130; xxix, 108.- 2. Riferito a cosa, vale anche Logoramento, Sciupìo di checchessia, senza utile alcuno; Par. xxii, 75. - 3. Danno eterno, vale poeticam. Dannazione alle pene infernali; ed altresì, 11 duolo da esse prodotto; Inf. xv, 42. - 4. Far danno, vale Arrecar comecchessia pregiudizio, detrimento; Danneggiare; Purg. xi, 67. Par. vi, 132.
Dannosissimo, lat. damnosissìmus, superlat. di Dannoso; Conv. n, 9, 42.
Dannoso, dal lat. damnosus, Che apporta comecchessia danno, pregiudizio; Nocivo; Inf. vi, 53; xi, 36.
Danoia, forma antica per Danubio, fiume dell'Allemagna; Inf. xxxii, 26. Cfr. Danubio.
Dante, nome di battesimo del Poeta Alighieri, abbreviato da Durante. Dante registra il proprio nome di necessità là dove si fa rimproverare da Beatrice i suoi traviamenti, Purg. xxx, 55. Cfr. Biondi, Spiegazione dell'unico passo della Div. Com,., nel quale sia il nome di Dante, nel Giorn. Arcad. xxxi, 316-30. Un gran numero di codd., anzi, la maggioranza dei medesimi, Petr. Dant., liuti, Land., le prime 4 ediz., Vindel., Sessa, Witte, ecc., leggono Dante anche nel luogo Par. xxvi, 104. Sembra però poco meno che certo, che in questo luogo è da leggere Da. te, come hanno molti codd. e come lessero quasi tutti i commentatori antichi e moderni, poiché il Poeta, il quale nell' altro luogo dice espressamente di avere registrato il proprio nome di necessità, non lo avrebbe poi di nuovo registrato là dove non era affatto necessario. Il Buti : « Adam fu di tanta sapienzia, che a tutte le cose puose