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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
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cathedralein sedem translatum, multis miraculis clarum, frequenti populorum veneratione coiitur. Ipsum Faventini, non semel in presenti discrimine propitium experti, Patronum apud Deum delege-runt. Leo vero Duodecimus Pontifex Maximus Missamque in ejus honorem tamquam Confessoris Pontificis, quae aliquibus in Dioece-sibus atque in Ordine Camaldulensium jam celebrabantur, ex Sa-crorum Rituum Congregationis Consulto, addita Doctoris qualitate, ad universam extendit Ecclesiam. »
Daiuiata, antica città dell'Egitto, presso la foce del ramo orientale del Nilo. Dante la nomina Inf. xiv, 104, ad indicare in generale l'Oriente, come nel verso seguente nomina Roma ad indicare l'Occidente.
Daniel, Daniello, ^K^JI (= giudice di Dio, che giudica
... T
in nome di Dio), profeta ebreo, educato nella Corte del re di Babilonia, celebre interpretatore di sogni, la cui storia è raccontata nel libro del Vecchio Testamento che porta il suo nome. Purg. xxii, 146, è ricordato come esempio di temperanza, per aver dispregiato le vivande della tavola del re di Babilonia, contentandosi di legumi e d'acqua; cfr. Dan. i, 3-20. Par. iv, 13 si ricorda come Daniele indovinò prima e poi spiegò il sogno del re di Babilonia, del quale questi si era scordato l'indomani della notte nella quale aveva sognato; cfr. Dan. ti, 1-45. E Par. xxix, 134 si allude alle miriadi di angeli che Daniele nelle sue visioni mistiche vide attorno al trono di Dio; cfr. Dan. vii, 10. Un passo del libro di Daniele (vi, 22) è citato senza nominarne l'autore, Mon. in, 1, 1 e seg.
Daniel, Arnantz, il trovatore provenzale, Pw^r.xxvi, 115-48; cfr. Arnaldo Daniello.
Dannaggio, voce usata dagli antichi per Danno, dal lat. damnum; cfr. Diez, Gramm. il5, 630. Nannuc., Verbi, 360, nt. 4, vuole che Dannaggio non sia lo stesso che Danno, mentre poi nel Man. n2, 416, nt. 9 egli stesso chiosa : Dannaggio, lo stesso che Danno. Dante usa questa voce una sola volta, Inf. xxx, 136.
Dannare, dal lat. damnare; 1. Sentenziare alcuno come reo e imporgli la debita pena, Condannare, specialmente alle pene dei dannati; Inf. xxix, 120. Par. xix, 109, sul qual luogo S. Matt. xii, 41, 42. S. Lue. xi, 31. - 2. Figuratam. detto di cosa o persona che è cagione che l'uomo sia da Dio condannato alle pene eterne nell'altra vita; Par. vii, 27.-3. E per Censurare severamente, Ri-