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Enciclopedia Dantesca
Dizionario critico e ragionato di quanto concerne la vita e le opere di Dante Alighieri - Volume I - A-L
Giovanni Andrea Scartazzini
Ulrico Hoepli Editore Milano, 1896, pagine 1169
520 Dama-Damiano, l'ier
Dama, oggi Damma, dal lat. dama, Daino e Daina ; Par. iv, 6.
Damiano, Pier, celebre dottore della Chiesa, nato nel 1007 a Ravenna, m. il 23 febbraio 1072 a Faenza, fece nella sua gioventù il pastorello, studiò poi le arti liberali a Ravenna, dove fu in seguito maestro e conseguì onori e ricchezze. Abbandonò il secolo verso il 1037 ed entrò nel monastero di Fonte Avellana nell'Umbria, dove si distinse per santità e dottrina, onde ne fu eletto abate. « Ancora semplice monaco, fu dietro preghiera di S. Guido mandato dall'abate dell'Avellana al convento di Pomposa, allora fiorentissimo, situato in riva all'Adriatico in una isoletta formata dalle foci del Po appresso Comacchio, e là si trattenne per due anni, finché il suo superiore lo destinò al convento di S. Vincenzo di Pietra Per-tusa » (Mercati). Nel 1058 fu nominato cardinale e vescovo d'Ostia; ma due anni dopo si ritirò di nuovo nel suo monastero e prese per umiltà il nome di Pietro Peccatore. Cfr. Ada Sanct. Febr. in, 406 e seg. Ada Sanct. Ord. S. Bened. sec. VI, il, 245 e seg. Laderchi, Vita S. Petri Baiti., 3 voi., Roma, 1702. Capecelatro, Storia di S. Pier Barn, e del suo tempo, 2 voi., Fir., 1862. Neukirck, Leben des Petrus Barn., Gotting., 1876. Kleinermann, Ber heil. Petrus Barn., Steyl, 1882. Giov. Mercati, « Pietro Peccatore, » ossia della vera interpretazione di Paradiso XXI, 121-123, Roma, 1895. (Estratto dal periodico Studi e Documenti di Storia e Diritto, Anno XVI-1895). Dante lo trova nel settimo cielo, Par. xxi, 121 e seg. (sul qual luogo cfr. Peccatore). Il Brev. Bovi, ad 23 Febr.: «Petrus, Ravennse honestis parentibus natus, adhuc lactens a rnatre, numerosa prolis pertsesa, abjicitur, sed domestica mulieris opera semivivus exceptus ac recreatus genetrici ad humanitatis sensum revocata redditur. Utroque orbatus parentes, tamquam vile man-cipium sub aspera fratris tutela duram servitutem exercuit. Re-ligionis in Deum ac pietatis erga patrem egregium tunc specimen dedit; inventum siquidem forte nummum, non propria inedia sublevanda, sed Sacerdoti, qui divinum Sacrificium ad illius expia-tionem offeret, erogavit. A Damiano fratre, a quo, uti fertur, co-gnomentum accepit, benigne receptus, ejus cura litteris eruditur, in quibus brevi tantum profecit, ut magistris admirationi esset. Cum autem liberalibus scientiis fìoreret et nomine, eas cum laude docuit. Interim, ut corpus rationi subderet, sub mollibus vestibus cilicium adhibuit, jejuniis, vigilis et orationibus solerter insistens. Calente juventa dum carnis stimulis acriter urgeretur, insultantium libi— dinum faces, rigentibus fluvii mersus aquis, noctu exstinguebat; tum venerabilia quaque loca obire, totamque Psalterium recitare